Cisl Veneto in lutto per la scomparsa di Francesca Meneghin: fondò il sindacato nella Marca trevigiana

Sabato, 20 giugno 2026

Il segretario generale Massimiliano Paglini: "Ci lascia una grande donna e sindacalista, nostro compito custodire e diffondere il patrimonio delle sue conquiste"

"Ci lascia una grande donna, una grande sindacalista, una grande lottatrice per la democrazia e i diritti di lavoratrici, lavoratori, donne e uomini liberi. La sua storia, le sue gesta, il suo impegno per la libertà resteranno per sempre stagliati nella memoria e nella storia del sindacalismo riformista e delle lotte di liberazione delle terre venete". Con queste parole, Massimiliano Paglini, segretario generale di CISL Veneto, esprime la commozione di tutto il sindacato per la scomparsa di Francesca Meneghin, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato, a Vittorio Veneto. Meneghin era figura storica dell'impegno politico e sindacale cattolico per la difesa dei diritti dei lavoratori, amica e collaboratrice di Tina Anselmi.

"Compito di tutti noi e dei giovani sindacalisti - ribadisce Massimiliano Paglini - dovrà essere quello di custodire e diffondere il patrimonio di lotte e di conquiste che Francesca ha realizzato nella sua lunga vita dalla fondazione della Cisl e prima ancora di partigiana contro il nazifascimo"

Classe 1927, Francesca Meneghin viene a mancare a pochi giorni dal 50° anniversario della Prima donna Ministro della Repubblica, Tina Anselmi, con cui collaborò assiduamente per i diritti dei lavoratori. Collaborazione che portò al riconoscimento, tra gli altri, della silicosi e della asbestosi come malattie professionali dei minatori.

Inizia a lavorare giovanissima come operaia. Durante il fascismo, che le assassina tre cugini, porta i messaggi della Resistenza vittoriese per le case. Nel 1947 è nella Corrente Sindacale Cristiana della Cgil e quindi fondatrice della Cisl di Treviso nel 1950. Nel 1957 è la prima donna della Cisl ad assumere l’incarico di responsabile territoriale, a Vittorio Veneto.

La Cisl Veneto le ha dedicato il libro “La ragazza della Bandiera”: un titolo motivato dal fatto che, nei primi anni di vita della Cisl, Giulio Pastore le aveva affidato il compito di custodire e portare la bandiera nelle manifestazioni ufficiali, oltre che dall'obiettivo di raccontare la vita piena e intesa che Meneghin dedicò completamente alla tutela dei più deboli.