"Tina Anselmi: un'eredità che parla al presente"
A Roma, il convegno, promosso anche con il contributo di Cisl Veneto, sulla figura della sindacalista e parlamentare trevigiana, a 50 anni dalla sua nomina a Ministro del Lavoro, prima donna nella storia d'Italia in tale incarico.
Quello di Tina Anselmi è un esempio ancora vivissimo “che parla al presente”. Per la necessità dell’impegno e della responsabilità personale (“Per cambiare le cose, bisogna esserci”), per il senso delle istituzioni e un’idea di politica al servizio della collettività, anziché dei singoli interessi, per la mediazione come metodo di ricomposizione dei conflitti, pur non a scapito della coerenza con i propri principi, per la concezione del lavoro come strumento di dignità e di realizzazione della persona.
La parlamentare di Castelfranco Veneto fu la prima donna ministro – nominata alla guida del dicastero del Lavoro e della Previdenza sociale, nel governo Andreotti III, il 29 luglio 1976 – in 115 anni dall’unità d’Italia e dopo 836 ministri maschi.
Il convegno “1976 – 2026: Tina Anselmi e le riforme del lavoro”, però, non si è limitato alla commemorazione, pur doverosa, del 50° anniversario di quell’evento, ma, a partire da quella esperienza, ha rivendicato l’attualità del suo pensiero e della sua eredità.
“Sono passati 50 anni – ribadisce Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto -, ma il messaggio di Tina, la sua esperienza, la sua vita, la sua azione sono di grandissima attualità e parlano al presente. Parlano a tutti noi: cittadini, sindacalisti, lavoratori, rappresentanti delle istituzioni. Parlano a tutti coloro che hanno a cuore il futuro democratico del nostro paese, il quale passa attraverso il riconoscimento della dignità del lavoro, della persona, dei diritti universali. Il leader regionale della Cisl continua: “Questo convegno è un grande contributo che Cisl nazionale, con la collaborazione anche di Cisl Veneto, vuole dare al paese per raccontare con forza quale memoria Tina Anselmi ha lasciato. Ma soprattutto, per dire che quella memoria va coltivata e realizzata ogni giorno, per noi e per il futuro del nostro paese”.
Daniela Fumarola, segretaria generale di Cisl nazionale, nell’intervento che ha concluso l’incontro, ha ricordato la figura di Tina Anselmi: partigiana, sindacalista della Cisl, prima donna ministra della Repubblica e protagonista di alcune delle più importanti riforme sociali del Paese, sottolineandone la straordinaria attualità e il valore del suo insegnamento per affrontare le trasformazioni del lavoro, il ruolo della contrattazione e delle relazioni industriali.
La giornata è stata organizzata nella sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, a Roma, da Fondazione Ezio Tarantelli, Fondazione Giulio Pastore e Fondazione Giuseppe Corazzin, con il patrocinio del Cnel stesso. Il programma, coordinato da Emmanuele Massagli, presidente della Fondazione Tarantelli e componente esperto del Cnel, ha visto gli interventi di Renato Brunetta, presidente del Cnel, Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Pia Garavaglia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani), Valentina Magrin, nipote della Anselmi e presidente dell’Associazione “In memoria di Tina Anselmi”, Carole J. Beebe Tarantelli, psicoanalista già deputata del Parlamento italiano, Annameria Parente, consigliera di amministrazione Fondazione Tarantelli, Mauro Pitteri, storico della Fondazione Corazzin.
“Nel luglio del 1976 ricorrono i 50 anni di Tina Anselmi ministro del lavoro – spiega Pitteri, che ha curato anche un volumetto in materia pubblicato per l’occasione – Anselmi ha interpretato questo ruolo non solo come sua vicenda personale, ma come una prova per dimostrare che anche le donne potevano fare il ministro. Secondo lei, il maggior apporto femminile risiedeva nella franchezza, nell’esperienza, nella capacità di mediazione, come ha dimostrato nelle prime tre grandi vertenze che ha dovuto subito affrontare: quella dei braccianti, quella dei piloti, sciopero chiamato di “Aquila selvaggia” e quella del commercio”.