"Forte preoccupazione per carenza di personale e rette sempre più insostenibili nelle Rsa"
Cisl Veneto invia un documento a tutti i gruppi e componenti del Consiglio regionale per ribadire le priorità in vista del voto sul Bilancio 2026-28, dagli investimenti nel socio-sanitario, agli interventi strutturali per trattenere i talenti, al privilegiare l'Isee rispetto all'imponibile Irpef
Alla vigilia del voto finale sulla manovra di Bilancio regionale, l’Esecutivo della Cisl Veneto invia a tutti i gruppi e i componenti del Consiglio regionale un documento per ribadire le istanze degli oltre 400mila lavoratori e pensionati che rappresenta.
Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, sintetizza: “C’è un’emergenza silenziosa che rischia di travolgere tutte le famiglie venete: ovvero l’insostenibilità delle rette delle Rsa schizzate a valori mai visti”. Per Cisl Veneto le priorità riguardano salari adeguati con rinnovi contrattuali alla scadenza, crescita professionale, servizi sociali accessibili e diffusi, politiche abitative sostenibili, mobilità efficiente, investimenti e opportunità di sviluppo.
“Siamo pronti a raccogliere l’invito del presidente Alberto Stefani ad un confronto tra tutti gli attori sociali, finalizzato a rimuovere gli ostacoli strutturali che oggi impediscono ai giovani talenti di rimanere a lavorare in Veneto - ribadisce il segretario generale – ma anche per affrontare la drammatica situazione che si vive nelle case di riposo e per finanziare con ulteriori risorse le rette delle Rsa e la legge sui caregiver, altro tema che costituisce sempre più un’emergenza sociale. L’obiettivo strategico non possono essere interventi congiunturali, ma la realizzazione di un Patto per il lavoro, la crescita e la coesione sociale anche in Veneto, a cominciare dall’istituzione del Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro come sede di confronto strutturato”.
“Ci attendiamo che le forze politiche di maggioranza e minoranza uniscano le forze per evitare che si ripropongano i tagli nazionali ai trasferimenti agli enti locali: non si può pensare di non tagliare al centro, costringendo a tagliare in periferia – è l’auspicio - Sull’addizionale regionale, l’uso della sola base imponibile Irpef rischia di accentuare le disuguaglianze. Nessuna pregiudiziale ad un confronto a partire dall’utilizzo dell’Isee che rappresenta uno strumento più equo per evitare che il peso ricada esclusivamente su lavoratori dipendenti e pensionati”.