Solidarietà Veneto, il 2025 si chiude con numeri ancora da record
Risultati e prospettive in crescita per il fondo pensione partecipato anche da Cisl Veneto. Paglini: "Incentivare la previdenza complementare attraverso la contrattazione collettiva"
Nuovo anno record per Solidarietà Veneto, nonostante il complesso contesto geopolitico ed economico. Il fondo pensione, di cui la Cisl Veneto è tra le parti istitutive, si conferma il più diffuso tra lavoratori e lavoratrici della regione e tra i primi a livello nazionale. E, a 35 anni dalla fondazione, i numeri consentono di guardare al futuro con rinnovati obiettivi di crescita. Dopo che il 2025 si è chiuso raggiungendo quota 178mila aderenti, con un incremento di circa 12mila unità, già nelle prime settimane del 2026 sono state superate le 180mila iscrizioni. Solidarietà Veneto contribuisce dunque in misura determinante al tasso del 47,6% di adesione complessiva alla previdenza complementare in regione (seconda in Italia in questo ambito).
Quasi 21mila le aziende associate (20.931), mentre l’età media dei lavoratori aderenti è di poco inferiore ai 44 anni, al di sotto del dato nazionale pari a 47 anni, a riprova del crescente radicamento tra le giovani generazioni.
Parallelamente continua lo sviluppo patrimoniale. Grazie all’aumento delle contribuzioni e a una gestione finanziaria efficace (nel 2025 segno più per tutti i comparti gestiti per il terzo anno consecutivo), il patrimonio complessivo ha toccato i 2,8 miliardi di euro, con già nel mirino il traguardo dei 3 miliardi entro la prossima primavera e la prospettiva di triplicare l’entità nel medio-lungo periodo. Gli investimenti nell'economia reale ammontano a 243 milioni.
Ad aprile, a conclusione del mandato triennale, è in programma il rinnovo dei vertici della struttura. Risultati attuali e scenari futuri sono stati presentati dal presidente Paolo Bizzotto e dal direttore Paolo Stefan, alla presenza dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria e dei sindacati del territorio, che partecipano al fondo.
Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Veneto, sottolinea: “Va incentivata l’adesione alla previdenza integrativa che rafforzi le forme negoziate attraverso la contrattazione collettiva e non con una surrettizia liberalizzazione. La storia di Solidarietà Veneto è esemplare di cosa significhi co-gestione, partecipazione e democrazia economica".