L'invito di Cisl Veneto a iscritti e elettori: "Il 22 e 23 marzo andate a votare"

Venerdì, 06 marzo 2026

Attivo delle delegate, dei delegati e dei quadri sindacali sul referendum costituzionale, con il confronto tra i giuristi Stefano Ceccanti e Vittorio Borraccetti. Il segretario generale Massimiliano Paglini: "Al di là della riforma, servono investimenti, digitalizzazione e personale per migliorare organizzazione degli uffici giudiziari e velocità dei procedimenti”

“Non è un atto qualsiasi quello che faremo recandoci alle urne i prossimi 22 e 23 marzo: il referendum costituzionale rappresenta un momento solenne di partecipazione democratica. Saremo chiamati ad esprimerci sulla proposta di modifica di alcuni articoli della Costituzione italiana che riguardano il funzionamento del sistema giudiziario. È quindi fondamentale che la comunità sindacale e la società civile possano confrontarsi su basi informative solide e pluralistiche”.

Lo ha detto Massimiliano Paglini, segretario generale della Cisl Veneto, aprendo questa mattina l’Attivo delle delegate, dei delegati e dei quadri dell’organizzazione sindacale, riunito a Padova. L’appuntamento, con oltre 400 partecipanti, è stato dedicato, infatti, al Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia e dell’ordinamento giudiziario.

A fronte di un dibattito pubblico sempre più polarizzato su posizioni ideologiche e strumentali, la Cisl Veneto ha voluto riportare l’attenzione sul merito dei quesiti referendari e sui contenuti delle nuove norme. Per questo ha promosso un confronto tra due autorevoli giuristi, esponenti uno del Sì e uno del No, come Stefano Ceccanti, professore ordinario di Diritto pubblico comparato all'università di Roma La Sapienza, ex parlamentare e vicepresidente dell’associazione Libertà Eguale, e Vittorio Borraccetti, magistrato, già Procuratore capo della Repubblica a Venezia e componente del Csm.

La Cisl ha scelto di lasciare libertà di voto ai suoi iscritti (più di 400mila in Veneto): “Una scelta di impegno civico, di rispetto dei diritti che la nostra Costituzione ci ha consegnato 80 anni fa – conferma il segretario generale – La Cisl dà solo un’indicazione ufficiale: invita i suoi iscritti e tutte le elettrici e tutti gli elettori a recarsi alle urne. A maggior ragione perché, non essendoci il quorum, l’esito finale veda la più ampia partecipazione al voto e, di conseguenza, la più ampia partecipazione alla scelta democratica”.

Nella discussione tra i relatori, moderata lo stesso segretario generale Massimiliano Paglini e, infine, anche grazie ad alcuni interventi del pubblico, sono stati toccati i principali temi oggetto della riforma e i loro possibili effetti: separazione delle carriere, creazione di due Csm, modifica del metodo di elezione dei componenti di questi organismi, con l’introduzione del sorteggio, istituzione di un’Alta corte disciplinare, nonché il peso degli aspetti attuativi lasciati alla legislazione ordinaria.

Al di là dell’esito del referendum, Paglini ribadisce un’istanza prioritaria“Nel nostro Paese vi sono ancora più di 4 milioni di di cause pendenti. Vi è poi un elemento che non viene poco evidenziato, ma che assume connotazioni sempre più preoccupanti, ovvero i ricorsi sopravvenuti, cioè le nuove azioni che vengono presentate davanti ai giudici, diminuiscono. Una fuga quindi dalla giustizia prodotta dalla lentezza della giustizia stessa. Quasi un paradosso. Imprese, lavoratori e famiglie, hanno il diritto di conoscere preventivamente, se chiamati in giudizio, i tempi del processo nei vari gradi di giudizio”.

Pertanto, il leader della Cisl Veneto conclude: “Di sicuro nessuna riforma costituzionale può sostituirsi al lavoro determinante sull'organizzazione concreta degli uffici giudiziari, e lo vediamo anche qui in Veneto, soprattutto in aree più periferiche come nel bellunese, cosa sta succedendo per la carenza di organici, anche solo per la mancanza di messi notificatori. Servono investimenti, digitalizzazione, stabilizzazione ed incremento del personale degli uffici e dei tribunali, modelli gestionali più efficienti, ed una grande attenzione alla drammatica situazione carceraria. La qualità della giustizia e anche la qualità del lavoro pubblico sono elementi decisive per la modernizzazione del sistema”.