Emergenza caldo nei luoghi di lavoro: "Senza controlli e prevenzione, l'ordinanza non basta"

Sabato, 27 giugno 2026

Cisl Veneto e le sue federazioni denunciano la scarsa applicazione delle prescrizioni di sicurezza. Bene la convocazione del Comitato di coordinamento regionale per migliorare il provvedimento.

L'emergenza legata alle alte temperature nei luoghi di lavoro veneti si fa sempre più critica. Nonostante l’emanazione dell’Ordinanza Regionale n. 58 del 16 giugno 2026, la Cisl Veneto e le sue federazioni denunciano una allarmante e scarsa applicazione delle prescrizioni di sicurezza. Una situazione drammaticamente evidenziata dal recente decesso di un lavoratore, colto da malore in un cantiere di San Martino di Lupari.

A fronte di questa situazione, i vertici della Cisl regionale chiedono interventi strutturali e un immediato cambio di passo.

"L’esposizione alle alte temperature nelle attività lavorative è un fattore periodico, ma frequente e, di fatto, strutturale - dichiara Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto - Dobbiamo intervenire con un insieme di strumenti permanenti e duraturi nel tempo. L’ordinanza non basta se non accompagnata dai controlli, da un’assunzione di responsabilità anche dei datori di lavoro e da una corretta e puntuale valutazione dei rischi, azienda per azienda, settore per settore".

Paglini richiama inoltre l'importanza di strumenti negoziali e di una visione di lungo periodo: "Troppo spesso la valutazione dei rischi non è adeguata e non tiene conto di fattori come l'età o l'impatto delle nuove tecnologie. La diffusa contrattazione collettiva rimane lo strumento più efficace per la rimodulazione degli orari di lavoro, l’uso degli ammortizzatori sociali e la tutela della salute. Dobbiamo lavorare affinché la cultura della prevenzione prevalga su quella dell’emergenza".

Gli fa eco Luca Mori, segretario regionale di Cisl Veneto, che pone l'accento sulle criticità operative e sui settori a rischio: "Come segnalato in questi giorni anche dai sindacati di categoria, in molti cantieri non c’è il rispetto delle prescrizioni: l’urgenza di terminare i lavori mette a grave rischio la salute delle persone". Mori allarga poi lo sguardo ai settori attualmente meno tutelati: "Alcuni comparti rischiano di essere penalizzati, come i lavori di pubblica utilità, la logistica, le consegne a domicilio e gli ambienti indoor. Per questo abbiamo chiesto un confronto con la Regione per fare il punto sull’ordinanza e sul rispetto delle regole. Cogliamo, quindi, con favore la convocazione del Comitato regionale di coordinamento su salute e sicurezza per il prossimo lunedì 29 giugno. Auspichiamo di ripartire dalla prima ordinanza per migliorarla".

La Cisl Veneto continua intanto a promuovere l’applicazione delle norme, mettendo a disposizione le proprie sedi su tutto il territorio regionale per informare e tutelare lavoratrici e lavoratori.