"Caldo estremo, richiesta da subito la contrattazione aziendale. No delle associazioni datoriali"

Sabato, 04 luglio 2026

Cgil, Cisl e Uil Veneto ribadiscono la necessità di aprire un confronto impresa per impresa per impresa e settore per settore per gestire lo stress termico nei luoghi di lavoro

Dai primi mesi del 2026 al tavolo convocato dalla Regione abbiamo ribadito la necessità di promuovere la contrattazione aziendale per gestire l’emergenza calore, strumento più appropriato per gestire le specificità settoriali e gli ammortizzatori. Richiesta che sistematicamente è stata rispedita al mittente dalle associazioni datoriali, per di più chiedendo esplicitamente all'assessorato di non assecondare le ripetute richieste del sindacato, anche nel corso dei più recenti incontri del Coordinamento”. Lo affermano Tiziana Basso, Massimiliano Paglini e Roberto Toigo, segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Veneto, dopo aver appreso dagli organi di stampa la posizione di Confindustria Veneto sul tema calore e sul ruolo del Comitato di coordinamento regionale su salute e sicurezza

“Per queste ragioni – proseguono i sindacati - non abbiamo sottoscritto il protocollo regionale e richiesto con insistenza, come avvenuto in buona parte delle regioni italiane, l’emanazione di ordinanze a tutela delle attività più esposte al calore pur coscienti che un intervento legislativo non avrebbe consentito di gestire le diffuse specificità. Ma tant’è!”

“Ribadiamo la necessità di agire preventivamente con investimenti negli ambienti di lavoro, un ripensamento degli orari e della flessibilità, una valutazione adeguata dei nuovi rischi emergenti e, di fatto, strutturali come lo stress termico, che tengano conto dell’età, del genere e una sempre maggiore personalizzazione dei dispositivi di protezione individuale. Le soluzioni ci sono e passano da azioni concrete nelle singole aziende, dal confronto con le lavoratrici, i lavoratori e i loro rappresentanti e dalla partecipazione vera nei luoghi di lavoro, anche oltre le ordinanze e i protocolli”.

I vertici di Cgil, Cisl e Uil regionali concludono: “Abbiamo proposto da mesi di riprendere l’esperienza dei comitati Covid, come esempio di soluzione partecipata virtuosa, che ha funzionato, salvando la vita a migliaia di persone. In quella fase, le aziende erano i luoghi più sicuri! Oggi, vorremmo che fosse ancora così! Siamo convinti di avere lavorato proficuamente con le parti sociali e la Regione per tutelare i settori più a rischio. Ora apriamo una fase di confronto azienda per azienda, settore per settore per coprire tutti i luoghi di lavoro. Non si tratta solo di salute e sicurezza, ma di rimettere al centro le persone nel lavoro. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.