A 25 anni dall'attacco terroristico, a Padova il ricordo degli elettricisti morti nelle Torri Gemelle
La commemorazione, frutto della collaborazione tra Ibew e Flaei Cisl, i sindacati di categoria americano e italiano. Paglini: "Il lavoro è vita. E dove viene colpita la vita, viene colpito anche il lavoro".
Sono passati quasi 25 anni dall’attacco terroristico alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Nella strage morirono circa tremila persone: uomini e donne la cui colpa era stata quella di essersi recati al lavoro. Erano impiegati, manager, camerieri, cuochi, vigili del fuoco e tanti altri. Tra loro anche 21 elettricisti, molti di origini italiane, che stavano lavorando all’interno del complesso. A loro se ne aggiunsero poi altri 34, scomparsi nei giorni successivi per le conseguenze riportate.
Questi “caduti sul lavoro”, in particolare, sono stati ricordati, oggi 3 settembre, a Padova, con una cerimonia al monumento “Memoria e Luce”, progettato dall’archistar Daniel Libeskind. Il capoluogo patavino, infatti, è l’unica città in Europa ad avere un memoriale dedicato alla tragedia.
L’evento che si svolge per la terza volta, dopo le edizioni del 2013 e del 2021 (nel ventennale), nasce dalla collaborazione internazionale tra IBEW (International Brotherhood of Electric Workers, il sindacato dei lavoratori elettrici americani, a cui erano iscritte quasi tutte le vittime) e la FLAEI CISL (Federazione Lavoratori aziende elettriche italiane). Nell’imminenza del 25° anniversario, la commemorazione si rinnova nello spirito di fratellanza e civiltà, contro ogni barbarie della violenza terroristica e integralista.
L’iniziativa, anche quest’anno, come i precedenti, gode del patrocinio e della presenza dell’Amministrazione comunale di Padova, e della partecipazione della Cisl Veneto, insieme alla Cisl Padova e Rovigo.
Dopo la santa messa nella Basilica di Santa Maria del Carmine celebrata da S.E Monsignor Claudio Cipolla, Vescovo di Padova, presso il monumento si sono succeduti gli interventi dell’assessore Luigi Alessandro Bisato, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, Lindsay Harrison, viceconsole Usa per gli Affari Politici ed economici, Amedeo Testa, segretario generale Flaei Cisl Nazionale, Chris Erikson, del Consiglio esecutivo Ibew e Business manager locale 3 Ibew New York, e Massimiliano Paglini, segretario generale Cisl Veneto. Particolarmente toccante il momento in cui sono stati scanditi i nomi delle vittime, accompagnati dal rintocco della campana.
Massimiliano Paglini, segretario generale Cisl Veneto: “In questa commemorazione ricordiamo dei lavoratori, ricordiamo persone che quella mattina si erano alzate, avevano salutato qualcuno, avevano preso un treno, un autobus, una metropolitana ed erano entrate nel loro posto di lavoro. Il lavoro è vita! E dove viene colpita la vita, viene colpito anche il lavoro! Viviamo un tempo nel quale la guerra è entrata nella normalità del linguaggio quotidiano e la forza delle azioni, troppo spesso viene prima della forza delle parole, ed è diventata la normalità delle relazioni tra i popoli e tra le persone ed ha sostituito la parola quale strumento ordinario della politica internazionale. Torniamo a far parlare la diplomazia, la cooperazione, le istituzioni internazionali. Perché dietro ogni guerra ci sono sempre lavoratori che non raggiungono più la propria fabbrica, famiglie che abbandonano la propria casa, bambini che non entrano più in una scuola, imprese che chiudono, comunità che vengono disperse a cui viene negato un futuro. Per questo pace e lavoro non sono due temi separati, sono profondamente legati. Non c’è lavoro dignitoso senza pace e non può esserci una pace duratura senza giustizia sociale, sviluppo e lavoro”.
Amedeo Testa, segretario generale Flaei Cisl nazionale: “L’unica cosa che possiamo fare per evitare che si ripetano eventi drammatici come l’attacco alle Torri Gemelle, è tenere viva la memoria. Organizzare una commemorazione come questa non è cosa banale, ma ci impegniamo volentieri, e sono orgoglioso della riuscita, perché crediamo sia nostro dovere primario ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, l’atrocità e il dolore provocato da quell’attentato e da altri atti simili. Se non si fa memoria, si dimentica e non possiamo permettercelo”.