• 23/01/2012 - Approfondimento
    Analisi
  • 18/01/2012 - Approfondimento
    Analisi
Venerdì, 27 Gennaio 2012

Monti semplifica. Il comunicato del Governo

 “E’ la terza iniziativa di spessore in due mesi” – ha dichiarato il Presidente del Consiglio Mario Monti – “per dare all’Italia un’economia più produttiva e competitiva e dunque più forte, li...
Venerdì, 27 Gennaio 2012

Cisl Veneto – Foncoop: alleanza formativa

Formare le professionalità di tutti coloro che operano in una grande organizzazione come il sindacato è il pane quotidiano per la Cisl, anche in Veneto. Accanto alla passione, per  fare bene...
Venerdì, 27 Gennaio 2012

Shoah, anche in Veneto

Il 27 gennaio del 1945 i soldati dell’Armata Rossa aprirono i cancelli di Auschwitz e nessuno poté più far finta di niente su quanto i nazisti, con l’aiuto dei loro alleati, compreso il fascismo it...
Venerdì, 27 Gennaio 2012

Il fumo salva i precoci ma non gli esodati: approvato il Milleproroghe

La Camera dei deputati ha approvato oggi pomeriggio, con la fiducia al Governo, il decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216,“recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, il cosi...

Editoriali di Franca Porto

Editoriali

Liberiamo il suolo natìo

“Giuriamo far libero il suolo natìo”scrisse così Goffredo Mameli, ventenne, nel comporre il testo del Canto degli italiani, quello che nel 1946 divenne l’inno nazionale della Repubblica Italiana: Fratelli d’Italia. Il suol natìo per i giovani come lui era qualcosa di molto diverso dall’odierno Stato Italiano. C’erano tanti suoli, tanti confini, tanti passaporti. Lui stesso era cittadino del Regno di Sardegna, essendo nato a Genova e l’Italia era una visione politica, specie dei giovani, ed una dimensione culturale composita. Applicato ad oggi questo concetto porta dritto-dritto al riconoscere la cittadinanza a tutti coloro che nascono nel nostro Paese. Invece così non è. Siamo ancora legati all’ordinamento della cittadinanza come diritto che nasce dal sangue, cioè dal genitore e dalla sua cittadinanza. La storia ci dice lo ius sanguinis è dei Paesi di emigrazione, come lo è stato il nostro fino a due decenni fa, prima di invertire rapidamente la rotta e diventare terra di immigrazione. L’ultima legge sulla cittadinanza risale al 1992, capo del governo Andreotti, e gli stranieri erano un milione e mezzo, un terzo rispetto ad oggi. E i paradossi non mancano: sono italiani i nipoti, che magari non hanno mai messo piede nella penisola, dei nostri trisavoli emigrati prima della guerra in Brasile, non lo sono i ragazzi qui nati se non prima della maggiore età e a patto che siano... continua a leggere