Patto d'avanguardia a Sarego. Salvagnini, più tempo a casa smart working e premi flessibili

E in azienda nasce il "Campus" per formare i dipendenti. Cgil e Cisl: «Si sperimenta un modo di unire le esigenze di vita al lavoro»

 

SAREGO - La settimana lavorativa ora si concluderà il venerdì alle 14 e l'orario verrà ridotto a 38 ore settimanali pagate come 40, oltre all'aumento del premio di risultato legato ai progressi economici dell'azienda. È improntato all'introduzione di innovative formule sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro il nuovo accordo aziendale di Salvagnini Italia spa. Le misure riguarderanno 750 dipendenti della multinazionale leader mondiale nel settore della costruzione di macchine, e di sistemi per la produzione e la lavorazione della lamiera, che ha sede in via ing. Guido Salvagnini a Sarego. Le principali innovazioni degli strumenti di conciliazione tra vita e lavoro toccano l'orario settimanale e i permessi. A partire dall'anno prossimo sarà di 38 ore, pagate dall'azienda come 40, con una minima compartecipazione da parte dei lavoratori. Ci sarà più flessibilità nell'orario di entrata che sarà dalle 8 alle 8.30 per tutti i dipendenti, verrà introdotto lo "smart working" con la possibilità di lavorare quattro giorni da casa e il tetto dei contratti part time sul totale dei dipendenti verrà elevato al 13%, dall'attuale 11, per l'assistenza dei figli fino ai 15 anni di età o per accudire i genitori malati e anche i nipoti o per motivi di studio. SANITÀ E FAMIGLIA. Per la nascita di un figlio saranno garantiti due giorni in più di permesso, oltre a quelli di legge, di cui potrà usufruire il padre. Ma anche permessi aggiuntivi fino a 24 ore annuali per visite mediche del lavoratore o dei figli e tre giorni per lutto famigliare che sarà esteso agli affini di primo grado, come suoceri e nuore. Altri capitoli dell'integrativo si occupano del controllo degli appalti e delle discriminazioni con l'adesione ai protocolli nazionali che porteranno alla nascita della figura dei delegati sociali cui potranno rivolgersi i lavoratori in caso si sentissero discriminati. I dipendenti potranno formarsi nella sede della stessa azienda grazie all'inizio di un percorso in collaborazione con le università che porterà alla realizzazione del Campus Salvagnini. Infine, il premio di risultato sarà legato alla ricchezza prodotta dall'azienda fino ad un massimo di 3400 euro per lavoratore. Le nuove misure dell'accordo, prima di diventare strutturali, vedranno un'iniziale fase sperimentale che sarà introdotta in alcuni reparti e uffici già dal 1° settembre e durerà fino alla fine dell'anno. Per il resto dei lavoratori le misure partiranno da gennaio. INTESA D'AVANGUARDIA. «L'intesa in Salvagnini rappresenta per il sindacato un punto avanzato nella contrattazione», dicono Morgan Prebianca (Fiom Cgil) e Carmine Battipaglia (Fim Cisl) che hanno siglato l'accordo con l'azienda: «Contiene una parte rilevante che coniuga i tempi di vita del lavoratore con i tempi lavoro. Ma sono tante poi le innovazioni introdotte che si sommano a quelle appena citate, come l'aumento del numero di giorni in cui un neo padre può assentarsi dal lavoro per la nascita del figlio. Crediamo che la riduzione dell'orario di lavoro sia un passo importante che va incontro alle richieste dei lavoratori di conciliare la vita fuori dall'azienda con le ore sul posto di lavoro. Rappresenta un esempio di contrattazione innovativa che disegna il profilo di un'azienda sociale a misura di lavoratore». L'azienda ha fatto sapere di attendere la conclusione del periodo di sperimentazione prima di esprimersi ufficialmente sull'accordo. (Matteo Guarda)

IL GIORNALE DI VICENZA - Sabato, 28 luglio 2018