Welfare aziendale, la sfida degli artigiani. Conciliare lavoro e famiglia, progetto dell’associazione per i «piccoli»

VICENZA - Dall’asilo nido per i figli dei dipendenti alla mensa in azienda, dai servizi fiscali alla «banca delle ore» fra i lavoratori, dall’ambulatorio medico agli orari flessibili seguendo le esigenze familiari del lavoratore. Sono i servizi di welfare aziendale su cui punta Confartigianato Vicenza con un progetto guidato dal suo ente di formazione Cesar e finanziato con quasi 300mila euro dalla Regione Veneto.

Da domani e per due anni, alle imprese artigiane vicentine – ma anche di Padova, Verona e Treviso, le cui Confartigianato sono partner insieme ai sindacati Cisl e Uil e ad enti locali come la Unione montana Astico e i Comuni di Schio, Asiago, Foza, Enego e Conco – sarà offerto uno sportello di consulenza e di accompagnamento per capire come meglio organizzare il lavoro per venire incontro alle necessità di conciliazione fra tempo di lavoro e tempo di vita, per le donne ma non solo.

«Modelli e strumenti di welfare aziendale per le comunità di piccole imprese» è il titolo del progetto dell’associazione di via Fermi, 66 le aziende che hanno già aderito (41 nel Vicentino): «I settori con più adesioni? Il metalmeccanico e il tessile, specialmente ditte abbastanza strutturate, attorno ai 10 dipendenti almeno – spiega Tiziana Pettenuzzo, direttore di Cesar –. Chi vuole aderire può rivolgersi alle sedi di Confartigianato dove è attivo uno sportello di consulenza. Offriamo formazione ad hoc sugli incentivi che la legge offre al welfare aziendale (la legge di stabilità 2016 ha reso stabile l’Irpef al 10% per la parte di reddito erogata in termini di servizi, ndr), e per raggiungerli firmeremo degli accordi sindacali nelle aziende interessate. Dopo la formazione faremo un audit interno all’impresa per capire le esigenze dei lavoratori e proporremo un piano di azione. L’erogazione dei servizi, poi, sarà pagata dall’azienda».

Per la presentazione, ieri mattina, è stato scelto un asilo nido, «Il pulcino» di Francesca Rizzi, a Vicenza, che già opera come nido aziendale con tanto di orto. «Il welfare è nel Dna dell’impresa vicentina, basti pensare alla Città sociale dei Marzotto a Valdagno – commenta il presidente di Confartigianato Vicenza Agostino Bonomo –. È anche un incentivo alla produttività: si lavora meglio se si è sereni dal punto di vista familiare». (Giulio Todescan)

CORRIERE DEL VENETO - Domenica, 03 luglio 2016