Vuol trasferire l’azienda ma scatta l’allarme

Titolare bresciano invia di domenica i suoi operai per "svuotare" la Plavis Design di Mel. Ma dimentica l’antifurto

 

Martedì 19 Marzo 2013, Belluno - Aveva mandato gli operai di domenica per portare via le matrici delle ceramiche, con l’obiettivo di spostare la produzione altrove. Ma è scattato l’allarme di sicurezza e sul posto si è precipitato il responsabile dello stabilimento bellunese, scoprendo il piano di dismissione orchestrato dalla Lombardia. Che non tirasse buona aria gli undici dipendenti della Plavis Design di Villa di Villa, lo sapevano da tempo, ma che a fronte di molte commesse il socio principale, Marco Palazzani amministratore delegato della Palazzani Rubinetterie di Casalmorano (Cremona), decidesse di chiudere questo non se l’aspettavano.

      Lo hanno scoperto domenica, grazie all’allarme antifurto, e ieri mattina, guidati da Nicola Brancher, segretario provinciale Femca-Cisl, hanno manifestato davanti allo stabilimento, cominciando un presidio permanente per evitare che i bancali carichi di matrici, già imballati, siano portati via.

      «Stavolta la crisi non c’entra - spiega Brancher -, anzi, paradossalmente ci troviamo di fronte ad un’azienda sana, con parecchie commesse e con un socio di minoranza che vorrebbe subentrare».

      Una storia incredibile dove la qualità la fa da padrona, esempio di come il segmento lusso non conosca recessione.

      L’azienda venne fondata sette anni fa dal trichianese Antonio Bullo, socio al 25 per cento, designer di fama mondiale, docente presso l’Istituto statale di disegno industriale di Faenza. Al suo fianco, con la quota di maggioranza, Marco Palazzani.

      «Con Palazzani - prosegue Brancher - non ci sentiamo più da diverso tempo. So solo che gli operai sono senza paga da 5 mesi e che non sono stati anticipati nemmeno quelli per la cassa integrazione. L’ho incontrato due volte, prima dell’avvio della Cig, e ha sempre assicurato di essere disposto ad incontrare il socio Bullo. Ma di lui non abbiamo più notizia. L’impressione è che voglia far fallire l’azienda. Un piano socialmente irresponsabile».

      Così, da ieri, fabbrica picchettata. Da Villa di Villa non si porta via niente. Almeno questo tenteranno di fare le maestranze.

Lauredana Marsiglia

IL GAZZETTINO - Martedì, 19 marzo 2013