Vertenza Zillo, blocco dei camion. I cassintegrati chiedono la solidarietà dei colleghi dell’Italcementi. Resta il presidio al castello

ESTE Ieri l’assemblea straordinaria dei dipendenti nel cementificio di via Caldevigo

 

Martedì 19 Marzo 2013, Padova - Sale la tensione all'ombra della porta vecchia per la vertenza legata alla cementeria Zillo di Este: i lavoratori hanno deciso di attuare in modo sistematico il blocco dei camion dello stabilimento che attraversano ogni giorno il centro storico atestino. Inoltre i cassintegrati chiederanno la solidarietà dei colleghi del sito gemello di Monselice ed entro qualche giorno verranno varate nuove e clamorose iniziative. Sono questi i temi principali che sono stati discussi ieri pomeriggio nella sala mensa del cementificio di via Caldevigo, dove i dipendenti si sono riuniti in assemblea straordinaria. Dalla proprietà, infatti, non sono ancora arrivate le risposte che gli operai e gli amministrativi aspettano da tempo: il personale vuole sapere quale sarà il futuro del sito produttivo estense, dove la cassa integrazione va avanti a singhiozzo da molti mesi. Le sigle sindacali si sono rifiutate di firmare un prolungamento della cassa per altre 13 settimane e si è giunti ormai a un vero e proprio braccio di ferro con l'azienda. I dipendenti hanno quindi deciso di mantenere il presidio permanente avviato venerdì ai piedi del castello carrarese (nella foto), in pieno centro storico. Continueranno a distribuire volantini ai passanti e bloccheranno, come avevano promesso, tutti i camion il cui transito è legato all'attività della Cementizillo. I manifestanti si chiedono perché il volume dei mezzi pesanti che passano ogni giorno in via Negri sia immutato, nonostante le linee siano ferme da tempo. C'è il timore che la proprietà abbia intenzione di chiudere in modo definitivo l'attività a Este, spostando tutto il carico sulla Cementeria monselicense. «Non riusciamo ad avere risposte da parte dell'azienda - spiegano i referenti della Filca Cisl e Fillea Cgil - la situazione è molto tesa e quindi il presidio permanente continuerà. Ci auguriamo che il tavolo regionale, che riguarderà soprattutto il settore del cemento in bassa padovana e che potrebbe rivelarsi determinante per risolvere questa situazione, venga convocato quanto prima».

Ferdinando Garavello

IL GAZZETTINO - Martedì, 19 marzo 2013