Timori dei sindacati, incontro con l’ufficio provinciale. Pochi iscritti, tagli in vista per alcuni corsi scolastici

Rischia l'indirizzo Moda del Brustolon e anche gli istituti professionali di Agordo. San Vito, Pieve di Cadore e Santo Stefano hanno numeri molto bassi di studenti

 

BELLUNO - Potrebbero non partire alcuni indirizzi di studio nelle scuole superiori bellunesi, mentre per qualche istituto si prospetta addirittura un taglio delle classi a causa del calo degli iscritti. Quadro con luci ed ombre per le scuole bellunesi per l'anno scolastico 2018-2019, come ha evidenziato lo stesso Ufficio scolastico provinciale durante un incontro con i sindacati di categoria. Scuole dell'infanzia. È in queste scuole che si registra il calo maggiore di iscritti (-191) per il prossimo anno. Ma nonostante tutto, pare che non subiranno i contraccolpi più forti. Infatti verranno dati tre posti in più di potenziamento all'istituto comprensivo Belluno 1, a quello di Feltre e a quello di Ponte nelle Alpi. Poche le assunzioni in ruolo previste, mentre ci sarà un certo numero di docenti in ruolo che si troveranno senza la cattedra e che dovranno essere sistemati altrove. Infine, il Comprensivo Belluno 2 avrà una classe in meno. Scuole elementari e medie. Rilevanza importante avrà la perdita di almeno 140 studenti del comune di Sappada passato in Friuli. Questo porterà ad un riequilibrio degli insegnanti prima occupati in questa area. Scuole superiori. Il problema maggiore sarà per gli istituti superiori. Infatti è qui che si evidenziano le criticità. A fronte di un incremento di 120 iscritti al primo anno all'istituto Renier, di 49 al liceo Galilei, e di 123 all'Istituto superiore di Feltre (geometri, Iti e Rizzarda), si registra un calo di 155 ragazzi al liceo Dal Piaz di Feltre, di 49 all'Iti Segato di Belluno e di 15 al Catullo di Belluno. «Questo comporterà sicuramente una diminuzione delle classi per le scuole in flessione e al contrario un aumento per gli altri», precisano Milena Zucco della Gilda degli insegnanti e Milena De Carlo dello Snals. «Si tratta di un calo demografico a cui dovremo abituarci sempre di più nei prossimi anni», proseguono le sindacaliste. Alcuni indirizzi sono addirittura a rischio. Spiegano da Snals e Gilda: «È a rischio l'indirizzo Moda del Brustolon che conta per il prossimo anno scolastico soltanto sei iscritti» , sottolinea la Zucco. «Anche il professionale di Agordo, quello di San Vito, di Pieve di Cadore e di Santo Stefano hanno numeri molto bassi. A questo punto, l'Ufficio scolastico dovrà fare delle scelte politiche: tenere questi indirizzi in virtù di una specificità del nostro territorio, oppure tagliarli. Spetterà al dirigente decidere. Non è escluso neppure che si possa pensare di istituire per questi indirizzi delle classi articolate: cioè classi formate da studenti di vari indirizzi che restano insieme per le materie comuni, e che poi vengono divisi per gli insegnamenti specifici. Ma anche in questo caso, secondo la circolare ministeriale, il totale degli studenti deve essere almeno di 27, con almeno 12 studenti per l'indirizzo che conta meno iscritti». Zucco lancia poi l'allarme per alcune scuole superiori del Feltrino. «Difficoltà si evidenziano per la scuola per geometri, che subisce la concorrenza della scuola per edili di Sedico. Quest'ultima permette, infatti, di avere personale capace non solo di operare nei cantieri ma anche di dirigerli, e questo per le aziende è importante in vista di un'assunzione. Attenzione massima va riservata poi per l'indirizzo di biotecnologie dell'Itis Negrelli. Infatti, da quanto mi risulta, anche il Primiero sta allestendo lo stesso indirizzo e questo creerebbe una concorrenza non indifferente per il Feltrino che oggi accoglie studenti provenienti da vari territori, tra cui quelli del Primiero. Il problema è che in Trentino, Provincia a statuto speciale, possono garantire vari servizi quasi gratuitamente come il trasporto, i libri. Insomma, non hanno tutte le limitazioni che abbiamo noi» . Pensionamenti. Già ora nel Bellunese si lamenta la carenza di dirigenti scolastici, tanto che la maggior parte di loro è costretto a gestire più istituti dividendosi tra varie parti della provincia. Una situazione che si protrae da anni e che sta per peggiorare: infatti altri tre presidi potrebbero andare in pensione quest'anno. Si tratta di Paolo Fratte che dirige l'istituto Renier, di Carmelo Correnti del liceo Galilei e di Ferruccio Vascellari dell'Ipsaar Dolomieu. Resta da capire come si intende coprire questi posti vacanti, visto che il concorso dei dirigenti ancora non è ultimato. (Paola Dall'Anese)

IL CORRIERE DELLE ALPI - Domenica, 13 maggio 2018