TAGLI & RIFORME. Ieri l´incontro chiesto dal presidente Variati con i senatori vicentini per cercare soluzioni alla mancanza di fondi per la gestio...

Provincia, metà dei dipendenti in mobilità. Presenti Santini e Filippin del Pd e Cappelletti dei Cinque stelle «Siamo in una terra di nessuno Necessari degli emendamenti»

Poco piú di un mese per risolvere la grana Provincia. Anzi le grane: primo come sistemare circa 200 dipendenti destinati alla mobilitá, cioè il 50 per cento del personale. Secondo come riorganizzare le competenze dell´ente. E terzo, ma in realtà grana numero uno, come garantire i soldi per far funzionare il sistema. Quello delle 128 scuole, dei 1300 km di strade e della gestione ambientale del Vicentino.

Un bel sudoku da risolvere per i senatori vicentini convocati ieri a palazzo Nievo dal presidente Variati. E che si sono impegnati a trovare una via d´uscita. Con in mezzo quei 184 lavoratori che anche se non finiranno su una strada sono destinati al trasferimento in qualche ufficio regionale o statale.

Ci sono Giorgio Santini e Rosanna Filippin del Pd ed Enrico Cappelletti di M5s. «No grazie» invece da Erika Stefani e Filippo Busin della Lega, che con una nota si sono dissociati dall´incontro («Variati parli con il suo leader e presidente del Consiglio»). Il neo presidente ha spiegato quello che aveva già detto qualche giorno fa lanciando l´allarme-default Provincia: «Il governo ci chiede 24 milioni e non ci dá una lira, così dobbiamo chiudere...». E tanti saluti alla manutenzione di scuole e strade del Vicentino. Non si sa nulla poi delle competenze che resteranno alla Provincia: decide la Regione entro fine anno.

Senatori d´accordo (con qualche distinguo per Cappelletti), così parla Santini per tutti: «È una fase di transizione, forse verso la cosiddetta area vasta. Ma questo crea problemi di competenze, alcune fondamentali. La legge di stabilitá prevede un taglio di 1 miliardo per tre anni, fino all´azzeramento del bilancio. E Variati ci chiede come fará a far fronte alle funzioni principali oltre che a quelle minori. Noi senatori ci siamo impegnati su due cose: completare la riforma rapidamente, ma i tempi tecnici sono lunghi, con quattro passaggi parlamentari. E cercare di ridurre i tagli».

Possibile scappatoia: «Serviranno norme transitorie per evitare cortocircuiti e gestire questa specie di “terra di nessuno”. E sulla questione mobilità presenteremo un emendamento al Senato». Cappelletti: «Si poteva arrivare a una soluzione in tempi più brevi, c´era l´accordo di tutti. Comunque non si possono interrompere servizi importanti, anche se è difficile spiegare ai cittadini che le Province sono abrogate ma ci sono ancora...».

Quanto a Variati, al Consiglio provinciale convocato ieri pomeriggio ha spiegato che «la battaglia principale si giocherà proprio in Senato dove il Governo e spero anche i nostri rappresentanti presenteranno emendamenti sugli enti locali. Questo è un ente virtuoso e chiudere senza andare in dissesto finanziario nonostante gli 8 milioni e 100 mila euro che lo Stato ci chiede, è un´assunzione di responsabilità non indifferente. Se ci chiedono sacrifici devono essere equilibrati».

Ancora: «Ho chiesto all´Unione province italiane l´organizzazione di un´assemblea nazionale in vista del voto sulla legge di Stabilità. Perché se andiamo al dissesto noi, ci vanno anche gli altri».

Più tardi arriva la nota dei parlamentari della Lega Nord: «La Lega ha sempre difeso le Province, soprattutto quelle ben gestite e virtuose, come la Provincia di Vicenza - scrivono Stefani e Busin -. Oggi noi non eravamo presenti perché non dobbiamo rispondere a nessun appello. Variati parli con il suo leader e premier Renzi. Scopre solo ora che le province non sono state abolite? I tagli lineari sono la più grande ingiustizia territoriale ai danni degli enti virtuosi».

IL GIORNALE DI VICENZA - Martedì, 25 novembre 2014