«Superare l'egoismo dell'Europa» . Impresa, politica, Chiesa a confronto: «Dalla crisi ci salva una nuova etica»

«Superare l'egoismo dell'Europa» . Impresa, politica, Chiesa a confronto: «Dalla crisi ci salva una nuova etica»
RONCADE. C'è bisogno di tornare ad una concezione dell' economia come governo della casa comune, dell'etica dentro di essa che vuol dire indirizzare l'impiego delle risorse verso lo sviluppo dell' uomo e della società. Questo impone la crisi: «Bisogna uscire dall'appiattimento dell'orizzonte sull'immediato, sull'effimero, sull'anonimo, sull'individualistico, sulla concezione di un mercato capace di una morale autonoma» dice il Patriarca di Venezia, Cardinale Angelo Scola. Per lui l'etica è anche questo, ed è la profonda crisi ad imporre oggi un ripensamento perché torni ad essere l' orientamento dell'agire umano. Ma il dialogo tra l'impresa nordestina e la Chiesa, tenutosi ieri a Ca' Tron nell'assise affollata convocata dall' Ucid, e che ieri ha avuto protagonisti Giulio Tremonti, Emma Marcegaglia e un Umberto Bossi comparso a sorpresa, non ha visto solo in campo questa concezione dell'etica, ma le mille facce che assume nella considerazione dei politici e degli imprenditori. Bossi mette nel campo dell'etica il federalismo fiscale: «Perché è ingiusto continuare a lavorare fino a metà anno per pagare lo Stato centralista. Lavoriamo per casa nostra e poi pagheremo gli altri». Detta i temi dell' agenda di governo: «Tra una settimana approveremo il federalismo demaniale con il quale lo Stato ci ridarà quello che ci ha tolto e potremo rimettere le mani sulla roba nostra». Salva la Lega dall' eventuale identificazione tra etica e moralità in un momento difficile per la politica: «La Lega lo ha sempre detto, se vuoi fare l'affarista è meglio che non fai politica». Indica in Tremonti il vero salvatore della patria di questi anni, con il suo tenere duro sulla finanza pubblica. Non c'è dubbio su chi candiderebbe e chi candiderà alla presidenza del Consiglio. Per la Marcegaglia, che strappa l'applauso quando ricorda quegli imprenditori che non hanno retto al dolore di dovere licenziare per la crisi e si sono tolti la vita, l'etica è anche «un sistema bancario che abbandoni i titoli tossici, torni ad essere vicino alle imprese e al territorio, esca dai crediti dati solo sui conti delle imprese per considerare anche chi è in difficoltà ma che ha alle spalle una storia imprenditoriale fatta di creazione di posti di lavoro e di benessere per il territorio». E poi c'è l'etica nella politica: «In un momento come questo in cui tutti hanno dovuto tirare la cinghia, fare sacrifici, è giusto che anche la politica faccia la sua parte». Non solo tagliando la spesa improduttiva, ma clientele e sprechi e premiando chi se lo merita. «Siamo vicini a chi concepisce la politica, ma quella alta, professata con l'esempio personale di perseguire il bene comune». Ed oggi invece, dice la presidente degli imprenditori citando la complicata situazione europea, «l'egoismo mostrato nella crisi dall'Europa ci ha portato ad un punto di difficoltà, è necessario che i governi facciano un salto». E' quello sul quale insiste Tremonti che, evitando digressioni sull'etica, ma ricorrendo alla richiesta di una «benedizione da parte di Scola» per aiutare ad uscire da questa seconda difficile crisi finanziaria, torna a parlare del momento economico europeo e della sua crisi: «I problemi nuovi non si affrontano con mentalità vecchie». E la questione greca, la necessità di rivedere i meccanismi europei, la discussione in corso a Parigi, tornano a prevalere nella preoccupazione che la crisi si rovesci in un disastro dal quale nessuno, neanche chi «ha il biglietto di prima classe», e cioè la Germania, è destinato a salvarsi «perché ormai la cancellazione dei confini economici e della separazione tra bilanci pubblici e privati trasforma ogni crisi in una crisi sistemica». Dunque non solo il salvataggio della Grecia, è necessario, dice il ministro, ma anche uno sforzo comune indispensabile da quel nucleo costitutivo dell'Europa che deve riuscire a trovare altre strade e la forza di una nuiova visione politica. Quella attualmente in atto a Bruxelles, dice Tremonti» é una discussione tra capi di Stato e di governo che avrà rilevanza storica. Il ruolo degli stessi capi di Stato e di governo è fondamentale, la discussione dei membri del G7 è costante. Se c'é la forza di una visione comune per capire che la speculazione è solo una parte del problema credo ci siano ragioni per essere fortemente ottimisti».
Alessandra Carini

LA NUOVA VENEZIA - Sabato, 08 maggio 2010