Spazzini e badanti: 100 disoccupati al lavoro. Al progetto aderiscono 38 Comuni del Polesine. «La metà delle persone coinvolte trova poi un impieg...

ROVIGO Lavori di pubblica utilità per provare a vincere la crisi e ridare la speranza a chi ha perso il lavoro. Sono cento le persone che inizieranno a lavorare, in tutto il Polesine, dal 15 dicembre prossimo grazie ai settecentomila mila euro stanziati dalla Regione Veneto, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova Rovigo, dal Consvipo – Consorzio per lo sviluppo del Polesine- e dai 38 comuni che hanno aderito ai progetti per lavori pubblicamente utili.

E’ avvenuta ieri mattina, a Palazzo Celio, la sottoscrizione ufficiale del progetto che partirà poco prima di Natale. Il compito di selezionare i partecipanti è stato assegnato a Federsolidarietà, braccio operativo dell’iniziativa, che ha assegnato le occupazioni, della durata di 6 mesi per un totale di 16 ore settimanali da svolgere nei rispettivi comuni di residenza. I 100 selezionati – suddivisi nei raggruppamenti comunali di alto, medio e basso Polesine- sono residenti nella provincia di Rovigo, iscritti al centro per l’impiego, con età superiore ai 38 anni e si trovano in condizioni di forte disagio economico. Si occuperanno del servizio bibliotecario, del sostegno di vigilanza per le scuole, della manutenzione del verde pubblico, ed ancora dell’ausilio alle persone anziane. «Non si pensa di risolvere alla radice il grave problema della disoccupazione» ha affermato Sandro Fioravanti vicepresidente della Fondazione Cariparo che continua «i bandi di pubblica utilità sono però fondamentali perché ridanno speranza a chi è senza occupazione svolgendo un servizio utile anche alla collettività». A due anni dall’avvio del bando ci sono riscontri positivi: rispetto ai dati del 2012, infatti, il 31% delle persone coinvolte nei progetti di pubblica utilità ha trovato un’occupazione dopo un anno. Il 20% è stato assunto grazie alla cooperativa per la quale ha operato durante il bando. Oltre ai 100 lavoratori coinvolti, altrettanti verranno pagati tramite i voucher per lavori di tipo saltuario. Altrettanto significativo è l’aumento del numero dei comuni polesani partecipanti, da 27 a 38, che ha permesso di aumentare la somma disponibile.

Natascia Celeghin

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 25 novembre 2014