Sociale, «il cambio è troppo costoso». La Fp Cgil critica la decisione del dg dell’Usl 1 di rimuovere Tanzarella. «Così non si fa altro che a...

BELLUNO «Il cambio ai vertici della direzione dei servizi sociali dell’Usl 1 rischia di diventare troppo costoso, specie in regime di spending review». La Fp Cgil scende in campo a fianco dei sindaci che hanno bocciato la scelta del direttore generale di sostituire il direttore Angelo Tanzarella con Carlo Stecchini, dirigente affari generali dell’Usl di Padova. La presa di posizione del sindacato non è solo a difesa di una professionalità importante come quella di Tanzarella, ma soprattutto a tutela delle tasche dei contribuenti: «Prendere una persona esterna, visto che Tanzarella è e resterà dirigente all’interno dell’Usl n. 1 finchè non andrà in pensione, significa aumentare le spese per l’azienda già alle prese con un minor budget, con un buco milionario e soprattutto con trasferimenti sempre più ridotti anche a causa della riduzione di circa mille unità dei residenti dell’azienda», precisa Gianluigi Della Giacoma della Fp Cgil che aggiunge: «Ci meravigliamo che questa scelta poco “economica” sia venuta dal direttore generale che come primo atto di insediamento, proprio per abbattere i costi, aveva voluto mettere all’asta l’auto blu. Questa decisione va contro la sua dichiarata volontà di contrazione dei costi». «Tanzarella è un bellunese, profondo conoscitore del territorio, dipendente dell’ Usl, che nel corso degli anni ha contribuito a costruire e far funzionare il sistema sociale di questa azienda e ne conosce pregi e difetti. E appunto, in una fase così difficile e importante dove alcune scelte di esternalizzazione (vedi la Rsa di Agordo) sono appena state avviate, non si comprende perché il dg si voglia privare di una così alta professionalità e competenza. Una persona che viene da Padova, per quanto capace, non conosce la nostra realtà: prima che si ambienti ci vogliono mesi. Il segnale di discontinuità il dg l’ha già dato nominando i nuovi direttori sanitario e amministrativo. Non possiamo però dimenticare che ci sono cooperative sociali e fornitori che vantano crediti anche importanti con arretrati di parecchi mesi: come si può pensare di aumentare la spesa con un nuovo incarico dirigenziale che vale 130mila euro l’anno?». E intanto l’esecutivo della Conferenza dei sindaci, dopo il “no” di lunedì alla proposta di cambio alla direzione dei servizi sociali, ieri ha scritto una lettera al direttore generale in cui ribadisce «il proprio orientamento, già precedentemente espresso, relativo alla riconferma dell’attuale direttore dei Servizi sociali, non impedita da vincoli formali. La specificità del nostro contesto sociale, ambientale, economico ed istituzionale – unita alla complessità di una risposta appropriata ed efficace ai bisogni di salute e sociali dei cittadini e vincolata al principio di sostenibilità – consiglia, sulla base di una positiva e consolidata esperienza di confronto e di collaborazione reciproci, di privilegiare la continuità nell’esercizio del ruolo di direttore dei Servizi sociali e della funzione territoriale, soprattutto, nella prospettiva delle impegnative scelte su cui dovrà misurarsi la programmazione locale in ambito sociosanitario e sociale. La valorizzazione di una risorsa professionale espressione del territorio rappresenta, in questo senso, un innegabile valore aggiunto. Le oggettive necessità di coniugare continuità ed innovazione trovano, d’altra parte, nella distinzione di ruoli e funzioni, la prima e massima garanzia nel direttore generale dell’Usl e nella Conferenza dei Sindaci». A questo punto l’ultima parola spetta al dg Faronato che dovrà decidere se fare il cambio contro il parere del territorio, oppure ascoltare i sindaci e anche risparmiare.

IL CORRIERE DELLE ALPI - Mercoledì, 27 marzo 2013