Sindacati-Fondazione, sintonia sulle restituzioni

Lettera inviata dai legali. Gasdia: la legge tutela i diritti acquisiti dei lavoratori

VERONA - Avvocati al contrattacco sul la spinosa questione delle parti di stipendio che 700 lavoratori della Fondazione lirica dovrebbero restituire, dopo averli percepiti negli anni 2014 e 2015. Secondo i legali di Cgil, Uil e Fials (Fabio Bucher, Michele Lai e Danilo Conte) quei soldi (tra i 2mila e i 4mila euro per ciascun dipendente areniano) sono intoccabili.

L’altra sera i legali hanno inviato una lettera alla Sovrintendente Cecilia Gasdia e al Direttore generale, Gianfranco De Cesaris, spiegando i motivi giuridici per cui la richiesta di restituzione (che era stata alla base dell’occupazione di protesta della sede di via Roma) è illegittima.

Tra le altre motivazioni, quella per cui non si tratterebbe di premi ai lavoratori, come afferma il Ministero, bensì «di accordi in base ai quali i lavoratori rinunciavano ad alcuni diritti, per esempio sul lavoro straordinario, e venivano per questo normalmente retribuiti».

Si contestano poi le date alla base del provvedimento: il Ministero sostiene che quei soldi erano stati erogati in un periodo in cui non lo si poteva fare, ma i tre avvocati ribattono che quel periodo era durato solo 27 giorni, perché riferito alla stipula e non all’entrata in vigore del contratto di lavoro (stipulato nel luglio 2012 ma poi mai entrato in vigore). I legali parlano anche di incostituzionalità del provvedimento stesso. Anche la Cisl (da tempo su posizioni autonome rispetto agli altri Sindacati della lirica) chiede che non siano i lavoratori a pagare, puntando però sul fatto che Fondazione possa rivalersi su chi amministrava l’ente quando quelle erogazioni erano state fatte (sindaco Tosi e sovrintendente Girondini).

La sovrintendente in carica, Cecilia Gasdia, è peraltro pienamente d’accordo sul fatto che i lavoratori non debbano restituire quei soldi.«Già da tempo – spiega infatti Gasdia - ho dato incarico ad una nuova squadra di tecnici per difendere gli interessi dei lavoratori in tutte le sedi. Questo perché – aggiunge - ho massimamente a cuore il problema legato al recupero delle parti economiche integrative al Contratto di Lavoro per gli anni 2014 e 2015, imposto dopo l’ispezione del 2017. La legge che sembra disporre il recupero delle somme – spiega ancora la Sovrintendente - si presta a diverse interpretazioni, ancora da chiarire: ma la stessa legge, in modo inequivoco, fa salvi i diritti acquisiti dei lavoratori e proprio su questa parte della norma il teatro è impegnato a far valere le legittime aspettative dei lavoratori». (L.A.)

CORRIERE DEL VENETO - Mercoledì, 22 maggio 2019