Sidel, lo spezzatino fa paura agli operai «Fabbrica a rischio»

VERONA — Alcuni dipendenti della Sidel hanno manifestato ieri mattina davanti alla Provincia di Verona, dove si è svolto l'incontro tra i sindacati e l'assessore al lavoro, Fausto Sachetto. La Sidel è un'azienda francese con sede in Svizzera, appartenente alla galassia Tetra Laval, multinazionale svedese nota in tutto il mondo per un'altra controllata «sorella» della Sidel, la Tetra Pak. In Italia conta tre stabilimenti, di cui il maggiore a Parma (dove lavorano circa mille dipendenti), ma sono di medie dimensioni anche i siti produttivi di Modena (90 dipendenti) e di Verona in zona Bassona (95 dipendenti). Attiva nella produzione di macchinari industriali per l'imbottigliamento delle bevande, la Sidel rischia di finire vittima di uno «spezzatino» il cui esito, secondo i lavoratori, potrebbe essere anche la chiusura. Fabio Pozzerle della Fiom Cgil e Massimiliano Nobis della Fim Cisl hanno perciò voluto muovere le istituzioni. «La Tetra Laval - spiga Pozzerle - ha annunciato l'intenzione di costituire una nuova società, denominata Gebo Cermex, a cui affidare tutta la parte finale della produzione. In sostanza la Sidel, pur essendo un'azienda sana con un fatturato globale di oltre un miliardo di euro e che macina utili, verrebbe smembrata, perdendo la propria specificità». I macchinari strettamente connessi con l'imbottigliamento resterebbero alla Sidel, mentre i nastri trasportatori, i lavabottiglie, i pastorizzatori e le altre componenti esterne passerebbero a Gebo Cermex: in pratica lo spezzatino coinvolgerebbe tutto lo stabilimento di Verona e una piccola parte (circa 150 dipendenti) di quello di Parma. «Ciò che preoccupa - avverte Nobis - è che le multinazionali, quando avviano riorganizzazioni di questo tipo, si sa come cominciano ma non come finiscono».

Davide Pyriochos

CORRIERE DEL VENETO - Mercoledì, 27 marzo 2013