Senza aule, studenti respinti

BELLUNO. Studenti estratti a sorte per poter fare la scuola che hanno scelto. Potrebbe capitare ai 45 iscritti al nuovo corso di scienze applicate del liceo scientifico Galilei che partirà quest'anno. Gli effetti della riforma Gelmini si iniziano a vedere. La questione, sollevata l'altro ieri in consiglio provinciale dalla consigliera del Pd, Claudia Bettiol, sta preoccupando i dirigenti scolastici. Il problema nasce per l'aumento, deciso dal ministero, degli studenti per aula, che va da un minimo di 27 a un massimo di 33 e per l'istituzione del nuovo indirizzo di scienze applicate allo scientifico. «Gli iscritti al nuovo corso sono 45, per cui, avendo una classe soltanto a disposizione, in base all'assegnazione regionale, possiamo accoglierne solo 30. Gli altri 15 non potranno essere ammessi perchè non c'è spazio. Per questi l'alternativa è iscriversi ad un altro liceo con lo stesso indirizzo oppure fare lo scientifico normale», dicono dal Galilei. Ma la questione potrebbe aggravarsi ancora di più nel 2011. «A settembre molte aule dello scientifico saranno del Classico, ma nel 2011, quando per il nuovo indirizzo avremo due classi, non ci saranno più locali. Se chi di dovere avesse atteso prima di fare l'accorpamento tra Classico e Scientifico solo per risparmiare, non avremo questi problemi», puntualizzano dalla scuola. Intanto però al Galilei le classi non si possono ancora fare, visto che il ricorso al Tar del Lazio contro la riforma Gelmini farà ritardare le procedure. L'unica speranza, quindi, è che in sede regionale, ci venga assegnata qualche classe «così da sistemare anche questi 15 studenti». Al Renier. Problemi si riscontrano anche all'istituto Renier, dove l'aumento considerevole degli iscritti porterà alla formazione di classi con 33 studenti per aula. Come riferiscono dalla scuola, infatti, gli iscritti all'indirizzo di scienze umane sono stati 95, e 93 a quello linguistico. «Per le prime sono state assegnate 7 classi che saranno numerosissime. Per questo abbiamo convocato i genitori dei ragazzi interessati, spiegando loro che alcune richieste per la formazione della classe potrebbero non essere tenute in considerazione, visti i numeri. I genitori si sono demoralizzati ma hanno capito come stanno le cose. Da parte nostra cercheremo di fare le classi in modo equilibrato», precisano i dirigenti. «Purtroppo è accaduto quello che temevamo, cioè che con questa riforma le scuole si trovano costrette a rifiutare i ragazzi, senza garantire più non solo il diritto allo studio, ma neanche il rispetto delle scelte degli studenti. Perde di valore, di conseguenza, anche il percorso di orientamento che viene fatto in terza media, perchè tutto dipende dalle tabelle ministeriali e da come si organizza la scuola negli uffici scolastici regionali e provinciali», commenta Walter Guastella della Fcl Cgil.
Paola Dall Anese

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 03 luglio 2010