Senza accordi con Venezia dipendenti Iat in esubero. Lotta contro il tempo per salvare 22 posti di lavoro negli uffici turistici provinciali

A metterlo nero su bianco il “piano di fabbisogno del personale” di palazzo Piloni

BELLUNO Una spada di Damocle pende sui dipendenti degli Iat bellunesi. Se non verrà trovato un accordo con la Regione Veneto la Provincia dovrà procedere alla dichiarazione di «esubero del personale assegnato alla gestione di funzione di informazione e accoglienza turistica». Lo scrive nero su bianco proprio palazzo Piloni, nell’atto del presidente numero 22 datato 27 novembre 2014. Un documento che contiene tutte le informazioni relative al piano del fabbisogno del personale 2014 e che guarda anche alla prospettiva 2015-2017. Dallo “scambio” tra una dipendente del Comune e una della Provincia alle novità previste dalla riforma Delrio e che verranno affrontate nella legge di stabilità 2015, passando appunto per le novità sul versante degli Iat. L’articolo 15 della legge regionale 11 del 2013, infatti, detta nuove regole in materia di turismo. Le attività di informazione e accoglienza turistica, fino ad ora competenza esclusiva delle Province, diventano appannaggio della Giunta regionale per quanto riguarda le funzioni di indirizzo e coordinamento mentre l’organizzazione operativa è affidata ai nuovi organismi di gestione che stanno nascendo in questi mesi. Le Province, a partire da gennaio, potranno continuare a gestire gli uffici Iat solo se ci sono precisi accordi di collaborazione con la Regione. Accordi che, al momento, non ci sono. Un problema noto da tempo e al quale la Provincia sta cercando una soluzione. In primo luogo cercando di garantire, attingendo dal proprio bilancio, gli stipendi dei 22 dipendenti almeno per i mesi di gennaio e febbraio. E poi intavolando una discussione con l’assessorato regionale al Turismo e con i relativi uffici tecnici per capire come gestire gli Iat nel futuro. Nel caso non si dovesse trovare un accordo i dipendenti degli uffici di informazione e assistenza turistica dovranno essere dichiarati in esubero rispetto all’organico provinciale. Non è l’unica novità contenuta nelle integrazioni al piano del fabbisogno per il 2014. Con lo stesso atto la Provincia dispone anche di avvalersi della facoltà disposta dalle ultime normative per tutti i dipendenti che maturino i requisiti di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento. Secondo le novità contenute nel decreto legge 90 del 2014, curato dal ministro Marianna Madia, i dipendenti che raggiungono il requisito di anzianità contributiva di 42 anni e tre mesi potranno essere mandati in pensione con decisione unilaterale dell’ente. Una prospettiva che la Provincia non ha ancora intrapreso per nessuno dei suoi dipendenti ma che viene riportata nel documento.

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 29 novembre 2014