Scuola, pasto con i panini per 3mila studenti. Sciopero della ristorazione. I sindacati: «Contratto bloccato da 4 anni, persi 4mila euro a lavoratore»

PADOVA - Tutto come previsto. Ieri, nelle scuole elementari a tempo pieno e nelle medie a tempo prolungato della città, oltre 3. 000 ragazzi, invece del pasto caldo giornaliero, hanno mangiato due panini e un frutto. Tutto questo a causa dello sciopero territoriale indetto da Filcams, Fisascat e Uiltucs. Ieri, per tutta la giornata, si sono astenuti dal lavoro numerosi dipendenti delle imprese di pulizie, degli alberghi, dei grandi bar, delle agenzie di viaggi e alcuni custodi dei musei. Dalle 9. 30 alle 11. 30 circa sessanta lavoratori, tra cui numerosi delegati e sindacalisti, hanno partecipato al presidio, organizzato da Cgil, Cisl e Uil, davanti alla palazzina dei servizi all'interno dell'ospedale civile. La Cgil era rappresentata da Giancarlo Go, Marquidas Moccia ed Alessandra Stivali. La Fisascat da Katiuscia Rostellato e Daniele Salvador, mentre la Uiltucs dal segretario Fernando Bernalda ed altri delegati di settore. Tra i manifestanti lavoratori, quasi tutte donne, di Serenissima Ristorazione (su 120 della mensa ospedaliera ben 71 erano stati comandati in servizio in base alla legge 146 sui servizi minimi essenziali da garantire), di Autogrill, Camst, Gruppo Lagardere-ex Airest (i buffet della stazione), Sirio, Cir Food. «Abbiamo calcolato che, dal 2013, ossia da quando è scaduto il contratto nazionale di lavoro, motivo principale di questo secondo sciopero, dopo quello del 30 marzo, i lavoratori hanno perso già 4.000 euro» ha sottolineato Katiuscia Rostellato. «Siamo soddisfatti delle adesioni raggiunte, ma per il prossimo sciopero, sempre se ci sarà, ci aspettiamo una partecipazione ancora più alta. Questo è un settore, dove quasi tutte le donne lavorano a part-time ed, in genere, prendono uno stipendio intorno ai 600-700 euro». Bernalda, invece, ha sollecitato le controparti, ossia Fipe, Fiavet, Angem, Alleanza delle Cooperative e Anip Confindustria, ad accettare al più presto la piattaforma nazionale di Cgil, Cisl ed Uil perché i lavoratori non possono restare più a lungo senza il contratto collettivo. Intanto lo sciopero di ieri avrà un supplemento politico anche in Regione Veneto. «Ieri sono rimasto a lungo tra i lavoratori in sciopero» ha detto il consigliere regionale Piero Ruzzante. «I dipendenti della Serenissima sono, giustamente, preoccupati per il probabile appalto unico per le mense ospedaliere, che potrebbe essere indetto, in futuro, dalla Giunta Regionale. A tutt'oggi non sono previste garanzie precise per la loro continuità occupazionale. Sia Luca Zaia che Luca Coletto ci devono far sapere che fine faranno tutti i lavoratori oggi occupati nelle mense dei singoli ospedali del Veneto». (Felice Paduano)

IL MATTINO DI PADOVA - Mercoledì, 31 maggio 2017