Scuola nel caos, all’appello mancano 50 insegnanti

Alcune classi sono ancora senza docenti di materie fondamentali per l’indirizzo. Dirigenti scolastici in difficoltà. Guastella: «Saremo a regime a fine ottobre»

 

BELLUNO - La scuola bellunese è ancora nel caos. A quasi un mese dall’avvio del nuovo anno scolastico, sono molti gli istituti dove la pianta organica dei docenti è tutt’altro che completa, con le lezioni tenute da supplenti (nel migliore dei casi) o da insegnanti di altre materie che vanno a coprire i vuoti orari. Si calcola che all’appello manchi almeno una cinquantina di docenti. Al Liceo scientifico di Pieve di Cadore, ad esempio, in una classe quarta manca ad oggi il titolare di matematica e fisica, vale a dire le materie principali per questo indirizzo di studi, oltre a diversi altri insegnanti. Problemi anche a Belluno: al Renier mancano cinque docenti di sostegno che vengono sostituiti dai cosiddetti insegnanti curriculari, cioè quelli che l’anno scorso erano deputati al potenziamento di alcune materie. I dirigenti scolastici non sanno più cosa fare, visto che dall’Ufficio scolastico territoriale (Ust) si attendono ancora i trasferimenti annuali del personale di ruolo che ha mantenuto la titolarità di una cattedra, ma che per motivi familiari o altro, chiede per l’anno in corso l’assegnazione in un altro istituto. Una volta definiti questi posti, allora l’Ust procederà con le nomine dei supplenti. Le cattedre che rimarranno scoperte saranno restituite ai presidi, che dovranno coprirle attingendo dalle graduatorie di istituto assegnandole fino al 30 giugno. «Tutti questi passaggi ancora non sono stati fatti», precisa Walter Guastella, segretario della Flc Cgil, «e le scuole si trovano in grandissima difficoltà. Qualche preside ha già iniziato ad assegnare qualche posto o spezzone orario attingendo dalle proprie graduatorie, posti che poi saranno dati a chi diventerà titolare», prosegue il sindacalista, «Ma il problema è che dal Miur non è mai venuta alcuna indicazione sui tempi di queste operazioni. I dirigenti scolastici pensavano che tutto si sarebbe risolto al massimo per la fine di settembre, invece, facendo un po’ di conti, saremo fortunati se gli istituti scolastici potranno essere a pieno regime per la fine di ottobre. Nemmeno quando le lezioni cominciavano ad ottobre ci si è mai trovati in queste condizioni. È vergognoso. Tutta questa vicenda, quest’anno, è stata gestita dal Ministero in maniera scandalosa. E a farne le spese sono ancora gli studenti, che dopo un mese non hanno ancora i loro insegnanti. Se questa è la Buona scuola voluta dal governo...». (Paola Dall’Anese)

IL CORRIERE DELLE ALPI - Giovedì, 06 ottobre 2016