Sciopero nelle mense, arrivano i panini. Astensione dei lavoratori per rivendicare il contratto, in alcuni enti e scuole niente piatti caldi

TREVISO - Menù semplificati e, in alcuni casi, panini al posto di una portata calda. Lo sciopero nazionale della ristorazione collettiva ha avuto ripercussioni anche nelle mense di scuole, ospedali, case di riposo, aziende pubbliche e private della Marca. Ieri l'80% delle lavoratrici e dei lavoratori trevigiani hanno aderito alla protesta per chiedere maggiori garanzie occupazionali e il rinnovo del contratto nazionale del turismo che è scaduto da 32 mesi. Non sono mancati alcuni disservizi per l'utenza, anche se la legge 146/90 prevede il servizio minimo garantito e quindi pasti ridotti ma assicurati per tutti. «Nei giorni scorsi l’azienda ha definito con le organizzazioni sindacali la tipologia di servizio che sarebbe stata erogata nel giorno di sciopero. Non ci sono stati problemi. Abbiamo utilizzato il monouso e un menù semplificato», fa sapere Claudio Cavaletto, direttore del personale del gruppo Serenissima Ristorazione Spa che fornisce i pasti al Ca' Foncello e all'ospedale di Oderzo. La refezione è stata garantita anche alle case di riposo e nelle scuole primarie e secondarie del territorio. «La nostra azienda ha provveduto ad avvisare per tempo i Comuni, tra i quali Treviso, informandoli che avremmo semplificato il servizio. E così abbiamo fatto, proponendo un menù con riso e pomodoro, tonno di secondo, zucchine o carote à la julienne e frutta», spiega Claudia Pagnossin, referente per gli appalti di Euroristorazione a Silea. Ieri mattina, i lavoratori sono scesi in piazza Borsa a Treviso per la mobilitazione utilizzando lo slogan “Il piatto piange” con l'immagine di una fondina in lacrime con sopra una lisca di pesce. «L'adesione è stata attorno all'80%» hanno confermato Nadia Carniato della Filcams Cgil e Patrizia Manca della Fisascat Cisl, «un buon successo». (Valentina Calzavara)

LA TRIBUNA DI TREVISO - Sabato, 06 febbraio 2016