Sciopero delle mense, scuole nel caos

Lo sciopero delle mense scolastiche lascia dietro di sé uno strascico di polemiche culminato con una lettera di protesta inviata dai genitori all’assessore Tiziana Agostini. La protesta attuata dal personale della ditta esterna che fornisce i pasti a scuole materne ed elementari comunali, ieri ha di fatto cancellato i menù dalle mense, mentre i dipendenti di Ames direttamente coinvolti nei nidi ha garantito regolarmente il servizio. Nelle altre scuole è stato però il caos, non tanto organizzativo, quanto in termini di comunicazione verso le famiglie. C’è chi è stato avvisato il giorno prima, qualcuno al massimo due, ma non nei termini previsti di cinque giorni, come rivendicato dalle famiglie degli alunni. Ciò ha provocato disagi per chi non sapeva come far mangiare il proprio figlio, dal momento che magari era al lavoro quando invece dava per scontato che i figli potessero restare a scuola. Il risultato sono stati anche bambini costretti a mangiare fuori dalla scuola, seduti su un gradino, accuditi dai parenti in attesa di rientrare in classe. Le scuole. Disagi a macchia di leopardo, tra centro storico, isole e terraferma; in materne ed elementari comunali si sono vissute situazioni diverse. Alla Valeri di Venezia i bambini sono dovuti uscire per il pranzo, alla Canal e in altri plessi di Venezia addirittura sono state soppresse le le zioni pomeridiane. Disagi inevitabili anche alla Battisti o alla Giulio Cesare di Mestre, dove anche in questo caso le famiglie si sono trovate in difficoltà. Ad alcuni è stato proposto il pranzo al sacco, ad altri non è restato che tornare a casa, con genitori che si sono visti anche costretti a prendere un giorno di permesso o ferie al lavoro. La rabbia. «Non accettiamo la situazione perché è mancato in assoluto il coordinamento e la comunicazione», afferma Cecilia Tonon, una delle mamme che hanno poi scritto al Comune per protestare. «Mia figlia è alla scuola elementare Canal a Venezia, fino alle 12 di mercoledì non si sapeva nulla, mentre alla materna San Girolamo, dove c’è l’altro mio figlio, ci hanno avvisati alle 16.30. Nel primo caso hanno soppresso le lezioni pomeridiane, alla materna ci hanno detto di portarci a casa i figli per il pranzo e farli tornare dopo. Nessuno l’ha praticamente fatto, così il personale è rimasto a scuola senza pasto e alunni». Claudia Zennaro aggiunge: «Alla Valeri vicino Piazzale Roma è apparso un cartello il giorno prima, scritto a mano, che annunciava la sospensione del servizio mensa. Dalle 11.30 alle 13.30 si dovevano portare a casa i bambini. Chi non ce l’ha fatta li ha fatti mangiare pranzo al sacco sul ponte in fondamenta. Non ci si può trovare in una situazione del genere». Il Comune. «Capiamo i disagi che possono aver sopportato i genitori, ma lo sciopero non è dipeso dal Comune di Venezia», replica l’assessore alle Politiche educative, Tiziana Agostini. «Giorni fa ne abbiamo discusso con Ames e i dirigenti scolastici, e non ci risulta affatto che non siano stati rispettati i cinque giorni di preavviso. Abbiamo valutato che non era il caso di far portare cibi o panini nelle aule, ma la sola speranza è che si risolva in fretta la vertenza sindacale. Lo sciopero lo subiamo, non dipende da noi, e i genitori attenti si sono organizzati per tempo». Da Ames, l’amministratore delegato Giampietro Marchese aggiunge: «Quel che potevamo fare lo abbiamo fatto, garantendo il servizio mensa nei nidi dove è impiegato direttamente il nostro personale. Chi ha scioperato è in servizio in ditte esterne».

LA NUOVA VENEZIA - Venerdì, 01 novembre 2013