Sciopero della ristorazione caos mense nelle scuole. Menu tagliati in ospedale. Rischiano anche i bar

VENEZIA — I più «complicati» saranno i bambini dell'istituto comprensivo Spallanzani, che comprende le scuole dell'Infanzia Margotti e Quadrifoglio e quelle primarie Tintoretto e Santa Maria Goretti: i genitori dovranno venire a prendere i figli a scuola alle 12.45, portarli a casa, preparare un pranzo «flash» e poi riportarli sui banchi per le 13.45. Motivo per cui invece nell'istituto comprensivo di viale San Marco e al Grimani di Marghera i dirigenti scolastici hanno deciso di interrompere le lezioni prima della mensa per gli studenti delle classi che fanno il tempo pieno. Ma c'è anche la «terza via» della elementare Toti, sempre a Mestre, che ha comunicato ai genitori di mandare i figli a scuola con il pranzo al sacco. Lo sciopero nazionale dei dipendenti della ristorazione collettiva (le mense) e dei pubblici esercizi, programmato per domani, creerà dunque non pochi disagi.

I sindacati della «triplice» (Cgil-Filcams, Cisl-Fisascat e Uiltucs) sono sul piede di guerra perché le aziende, tramite Angem e Fipe, hanno detto no al rinnovo del contratto di categoria. «Posizioni irresponsabili - dicono i sindacati - in provincia di Venezia la partecipazione sarà molto alta e partiranno 5 pulmann per partecipare alla manifestazione che si terrà a Milano». I disagi maggiori saranno dunque quelli delle mense scolastiche pubbliche, con lo sciopero degli operatori di Ames. Le diverse decisioni scuola per scuola hanno peraltro aperto un'accesa discussione tra i genitori e anche, seppur senza volerlo, tra i presidi. La dirigente del comprensivo Spallanzani ha infatti spiegato ai genitori che far mangiare un panino a scuola avrebbe potuto essere considerato un comportamento anti-sindacale e che considerava un'interruzione di pubblico servizio mandare i bambini a casa alle 12.45, visto che lo sciopero non riguardava i docenti. Cosa che invece hanno fatto alcuni suoi colleghi, tra cui Roberto Baretton (Grimani): «Non ho ritenuto possibile il pranzo al sacco perché c'è una disposizione che vieta il consumo di cibi non preparati dalle mense», spiega.

Disagi ci saranno anche negli ospedali. «Ma saranno limitati», spiega il direttore di Dipartimento (e dell'Angelo) Onofrio Lamanna. Sodexho, la ditta che gestisce tutta la ristorazione del nuovo ospedale di Mestre, metterà in campo il contingente minimo, ma non ci saranno ricadute sulle diete pazienti più a rischio. «Al massimo ci sarà un po' meno scelta di primi e secondi», dice Lamanna. I sindacati auspicano anche una massiccia adesione di bar e aree di servizio. «Ma di solito in questi casi è bassissima - taglia corto Ernesto Pancin. direttore di Aepe - la congiuntura è così grave che bisogna ragionare e cercare un accordo. Stigmatizziamo forzature che danneggiano le aziende». L'unico servizio a restare intoccato sarà quello interno all'aeroporto Marco Polo: la commissione di garanzia ha imposto la franchigia e dunque lo sciopero sarà più avanti.

A.Zo.

CORRIERE DEL VENETO - Mercoledì, 30 ottobre 2013