Sanità privata: Cgil preoccupata e c’è lo sciopero della sedia

Mercoledì 27 Marzo 2013, Padova - (F.Cap) Tra spending review e diktat regionali, Padova è la città più tartassata dai tagli in sanità. A farne le spese in queste settimane è soprattutto la sanità privata convenzionata, costretta a far piangere lacrime amare sia ai dipendenti (aperte le procedure di mobilità per 46 operatori alla Data Medica e 12 al Centro medico di Fiositerapia), sia ai pazienti. La mannaia impugnata dalla delibera regionale 2621 del dicembre scorso ha fissato tagli che vanno a sommarsi alle precedenti restrizioni economiche, colpendo duramente realtà come il Parco dei Tigli, l'Opsa di Sarmeola (ben 600 dipendenti), Villa Maria (ora acquistata da una nuova proprietà, e desiderosa di rilancio), il Policlinico di Abano (oltre 700 lavoratori), La Nostra Famiglia e il Centro medico di Foniatria. «La priorità della nostra città non è un nuovo ospedale ma tutelare la sanità pubblica e tutte le sue sfaccettature, come le realtà pubbliche a gestione privata», spiegano Alessandra Stivali della Segreteria confederale Cgil, Cecilia De Pantz, segretaria generale Filcams e Paola Fungenzi, segretaria provinciale Funzione Pubblica Cgil. Incertezza anche sul fronte del Centro di riabilitazione di Conselve: i sindacati temono venga dismesso.

      Iniziato ieri in molte realtà ambulatoriali, intanti, in segno di protesta, lo "sciopero delle sedie": per una settimana nelle sale d'attesa, pazienti invitati a stare in piedi. «È un modo, simbolico, per attirare l'attenzione dell'utenza - riferiscono dal Comitato di crisi della sanità veneta, promotore dell'iniziativa - su quanto sta accadendo senza interrompere l'erogazione delle prestazioni».

IL GAZZETTINO - Mercoledì, 27 marzo 2013