Salvagnini, verso un accordo. Disponibilità dell´azienda. Disagi sulla Sp “della Favorita” per lo sciopero di 300 dipendenti

SAREGO. Ieri primo incontro tra la proprietà e i rappresentanti sindacali per la ipotizzata mobilità di 54 lavoratori

 

È stata ampia l´adesione ieri pomeriggio allo sciopero alla Salvagnini Italia prima dell´incontro tra azienda e sindacati per discutere il piano di esuberi che prevede l´apertura della procedura di mobilità per 54 lavoratori sui 665 dipendenti dello stabilimento di Sarego. L´ora di astensione collettiva dal lavoro nella sede dell´azienda leader mondiale nella produzione di macchine e software per la lavorazione delle lamiere ha visto la partecipazione di oltre 300 dipendenti del turno giornaliero e si è svolta con una temporanea occupazione della strada provinciale della Favorita. Lo sciopero si è concluso in concomitanza con l´inizio del tavolo delle trattative tra le rappresentanze sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil con le rispettive rsu e il direttore delle risorse umane Michele Taraschi con i rappresentanti di Confindustria Vicenza. Al termine dell´incontro entrambe la parti hanno espresso soddisfazione.

«La mobilitazione ha avuto una grande risposta in termini di unità e solidarietà da parte dei lavoratori e ha portato immediatamente a un primo importante risultato – ha affermato Morgan Prebianca di Fiom Cgil -: il fatto che l´azienda sia tornata sui suoi passi e abbia messo in discussione il numero degli esuberi e, cosa ancor più importante, si sia stabilito che l´uscita dal lavoro debba essere volontaria andando così fuori dalla logica, per noi del tutto inaccettabile, della costrizione, abbracciando invece il principio dell´incentivazione». «Va nel senso del dialogo - ha precisato il sindacalista - che l´azienda abbia cambiato il suo atteggiamento e accetti il principio che per mettere i conti a posto non occorre licenziare, cosa che hanno compreso i lavoratori aderendo in massa e in modo trasversale da operai a impiegati anche di settori non coinvolti».

Positivo sulle trattative anche il commento del direttore risorse umane di Salvagnini Italia. «Abbiamo avviato un tavolo di negoziazione cercando la condivisione di quello che potrà essere il percorso più adatto per il raggiungimento dell´obiettivo, che rimane fermo, di migliorare l´efficienza dell´azienda», ha affermato Michele Taraschi. «Sulla mobilità - ha aggiunto il manager - siamo sempre stati disponibili a discutere il numero dei lavoratori da coinvolgere e sulle possibilità di un´adesione volontaria. Il numero espresso, va sottolineato, rappresenta il massimo di esuberi. Dev´essere però altrettanto chiaro che tutto questo è a condizione che le posizioni ricoperte dai lavoratori che sceglieranno la mobilità volontaria corrispondano a quelle funzioni mirate su cui l´azienda ha manifestato la necessità di intervenire per le finalità di efficienza che sono state prefissate».

Il prossimo incontro, in cui si parlerà di numeri, a cominciare dalla consistenza degli esuberi e degli incentivi, è stato fissato per venerdì 28 novembre. In caso di accordo il risultato di quanto siglato sarà presentato in assemblea ai lavoratori che potranno esprimersi già ai primi di dicembre.

Matteo Guarda

IL GIORNALE DI VICENZA - Giovedì, 20 novembre 2014