SINDACATO Il segretario, con il collega della Cgil, domani in assemblea incontrerà il personale. La Cisl: «Paura per il futuro di 110 dipendenti»

Martedì 26 Marzo 2013, Belluno - Il Codivilla torna interamente pubblico. Dopo anni di sperimentazione con un soggetto privato (51% Ulss 1 e 49% Giomi), si cambia registro. Non senza qualche preoccupazione da parte dei lavoratori. Sì perché 110 di loro, su un totale di 150, hanno un contratto di stampo privatistico che non è riconosciuto in ambito statale dov'è richiesto uno specifico concorso. Per affrontare questa, ma anche altre problematiche, domani Cisl e Cgil incontreranno il personale in un'assemblea sindacale. «Ammesso e non concesso che la struttura resti pubblica, cosa secondo me quasi impossibile - afferma Fabio Zuglian, segretario provinciale della Fps-Cisl - cosa ne sarà di quei 110 lavoratori «privati» mentre dal primo aprile saranno previsti invece contratti pubblici, raggiunti dopo aver superato un concorso? Anche perché l'Ulss 1 conta 2.100 dipendenti, cifra già al di sopra della media prevista dalla Regione. E quindi come potrà Cortina avere le professionalità necessarie per mantenere inalterata la qualità del servizio?».

      E non è da escludere nemmeno che la Giomi, alla quale la Cisl ha chiesto un confronto, non apra un contenzioso. «Non si tratta di essere a favore del pubblico o del privato - conclude Zuglian - qui in gioco c'è la qualità del servizio ai pazienti e il mantenimento dell'occupazione. L'inserimento dell'attore privato, il primo giugno 2003, garantì la sopravvivenza del Codivilla Putti. Temo che se allora non ci fosse stata questa scelta oggi non ci sarebbe più nulla. E ora ci ritroviamo nella stessa situazione di difficoltà. Serve una soluzione».

IL GAZZETTINO - Martedì, 26 marzo 2013