SINDACATI DI POLIZIA Scatta la protesta dopo gli scontri allo stadio di Bergamo con due agenti feriti del Reparto mobile. «Ora lo Stato deve punire...

Martedì 25 Novembre 2014, Padova - La violenza negli stadi non conosce tregua. A farne le spese un paio di agenti del Reparto mobile di Padova tornati dal servizio a Bergamo con venti e quindici giorni di prognosi. Sono rimasti coinvolti negli incidenti scoppiati subito dopo la partita Atalanta-Roma. Di fronte all'assurda violenza messa in atto dalle frange più esagitate degli ultras orobici, i sindacati di Polizia alzano la voce e chiedono maggiori tutele. «Gli agenti del II Reparto Mobile - ha detto il segretario provinciale Sap Mirco Pesavento - sono stati attaccati da veri e propri delinquenti che hanno lanciato verso gli operatori diverse bombe carta con all'interno viti, bulloni e chiodi, un episodio gravissimo che ha causato il ferimento serio di due colleghi, ma che poteva avere conseguenze molto più gravi. Sabato a Bergamo si è sfiorata la tragedia. Chiediamo alla struttura del Sap di Bergamo di seguire nel dettaglio l'arresto dei sei teppisti e dei molti denunciati. A questi soggetti dovranno essere applicate le pene più severe compreso l'addebito dei danni ai mezzi e la malattia dei poliziotti».

      Lo sfogo è proseguito: «Dobbiamo arrivare al morto affinché si adottino finalmente misure chiare e provvedimenti seri che risolvano in modo definitivo queste gravissime situazioni?». A Pesavento fa eco il collega del Coisp Loris Frison: «È assurdo che questo Paese sappia indignarsi e reagire con poderose campagne stampa solo in occasione delle squallide e false accuse che ci piovono addosso se usiamo il manganello di fronte a chi viola la legge usando la violenza che ci costringe a difenderci. Non è tollerabile che passi come normale il tentativo di ammazzare gente che fa il proprio dovere solo perché sullo sfondo c'è una palla che rotola su un campo». E ancora: «Il minimo che ci attendiamo è che la Giustizia sappia dimostrare la serietà di uno Stato che non può essere letteralmente in balìa dei violenti. I Daspo non servono a nulla».

 

IL GAZZETTINO - Martedì, 25 novembre 2014