SANITÀ. Polemica sulla circolare della Regione ai medici: si vìola il diritto di scelta dei cittadini. «Usate solo ricette rosse»

Ma scoppia la protesta. Tribunale del malato e Fimmg in sintonia: «Il pubblico non può imporsi come unico erogatore. E così i privati vengono penalizzati»

Oltre il danno, la beffa. I ticket aggiuntivi di 5 e 10 euro (a seconda del reddito) che il governo Berlusconi ha imposto alle Regioni di applicare per bilanciare le minori entrate del Fondo sanitario nazionali, scontentano tutti.

RICORSO DELLA REGIONE. La Regione Veneto, che in un primo tempo aveva congelato l´introduzione dei ticket aggiuntivi, proprio l´altro giorno - illustrando la ratio del ricorso per illegittimità costituzionale depositato alla cancelleria della Consulta - ha spiegato che i nuovi balzelli spingono non solo parecchi assistiti a rivolgersi ai privati, ma soprattutto non coprono le mancate risorse erogate, configurando una perdita economica che va a minare pesantemente l´obiettivo del pareggio di bilancio.

Scontenti i cittadini, anche perchè non possono rivolgersi a un privato per risparmiare. A segnalarlo Flavio Magarini, segretario regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato.

LA CIRCOLARE. «Più che di compartecipazione alla spesa sanitaria, possiamo parlare di “abuso di posizione dominante” da parte della Regione Veneto nei confronti della sanità privata e contro l´interesse economico dei cittadini». Il riferimento è alla «raccomandazione del segretario generale alla sanità del Veneto ai medici di medicina generale di utilizzare solo “ricette rosse” per prescrivere prestazioni, con il rilievo, nel caso usassero la ricetta bianca personale, di essere perseguiti per danno erariale ed evasione fiscale. Apprezziamo sul piano politico», aggiunge Magarini, «la decisione della Regione Veneto di ricorrere alla Corte Costituzionale per abolire la tassa di 10 euro applicata sulle ricette in aggiunta al pagamento del ticket, tuttavia la questione poteva trovare soluzione, riteniamo, attraverso una maggiore perizia tecnica. Per i mancati introiti a pagare saranno sempre i cittadini, con minori servizi».

MEDICI CONTRARI. Anche La Fimmg (sindacato dei medici di famiglia) e l´Ordine dei medici di Verona criticano «la circolare del dottor Mantovan, cui ci atteniamo in attesa di una presa di posizione comune», precisa il consigliere della Fimmg, dottor Carlo Matteo Peruzzini. «Quella circolare», incalza, «è una palese violazione della libera scelta del cittadino, del libero mercato e della concorrenza. Un soggetto pubblico non può imporsi come unico erogatore di servizi, il cittadino deve poter scegliere a chi rivolgersi».

A preoccupare i medici, in particolare, la minaccia di essere denunciati per danno erariale. «Secondo la lettura della Regione», spiega Peruzzini, «se la prescrizione è su ricetta bianca svolgiamo favoreggiamento nei confronti di un´ipotesi di evasione dell´assistito, che aggirerebbe la tassa di scopo, ossia il ticket aggiuntivo. Noi non ci stiamo».P.COL.

L'ARENA DI VERONA - Venerdì, 18 novembre 2011