Reckitt e Zeolite si cerca un accordo

MIRA Corsa contro il tempo per fermare la decisione di Reckitt Benckiser di tagliare di luce, acqua, gas e trattamento delle acque a Zeolite srl, l’azienda che produce zeolite (un allumino silicato cristallino), polimeri (policarboxilati) e silicati solubili e che si trova all’interno dell’area dell’ex Mira Lanza. Il motivo? Un insoluto (a detta di Reckitt Benckiser) di 802 mila euro accumulato in un anno e mezzo. «Sappiamo – spiegano Riccardo Colletti e Davide Stoppa (Filtcem–Cgil) – che l’azienda è intenzionata a pagare ma non sotto minaccia e comunque che ritiene quella cifra spropositata. Abbiamo chiesto in più occasioni l’intervento del Comune di Mira, ma finora non abbiamo avuto risposta». La Zeolite, che ha 36 dipendenti, secondo Reckitt Benckiser, avrebbe anticipato soltanto 83 mila euro del debito accumulato. La multinazionale non ci sta e ha intimato il pagamento dei servizi entro il 5 dicembre, pena la chiusura. Da Zeolite però fanno sapere che la decisione di Reckitt è considerata eccessiva. In quattro anni il costo dei servizi offerti avrebbe registrato aumenti con picchi del 400%. «Zeolite» spiega Colletti «doveva denunciare subito una situazione del genere. Va trovato un accordo che permetta la permanenza di Zeolite a Mira e che non comporti la perdita di 36 posti di lavoro». Intanto interviene anche l’assessore al lavoro della provincia di Venezia Paolino D’Anna. «Questa controversia ci preoccupa – dice D’Anna – è opportuno trovare un punto di incontro che permetta a Zeolite, importante attività produttiva del territorio, di continuare la sua attività mantenendo l’occupazione». (a.ab.)

LA NUOVA VENEZIA - Martedì, 25 novembre 2014