Pubblica amministrazione. Contro il blocco del contratto lunedì 400 fiaccole a Venezia

BELLUNO I lavoratori del pubblico impiego scendono in piazza. Lo faranno lunedì, con lo sciopero proclamato dalla Cisl Fp per ribadire la necessità del rinnovo contrattuale ma finalizzato anche «all’ottenimento di una efficace riforma della pubblica amministrazione, che la renda sempre più vicina ai bisogni dei cittadini». Oltre 400 lavoratori della Funzione Pubblica Cisl Belluno Treviso, parteciperanno alla fiaccolata organizzata a Venezia, con partenza in piazzale della stazione alle 16 e passaggio lungo le calli e i campielli della città. Intanto, la Cisl ha deciso di chiedere l’intervento della Corte Costituzionale per valutare l’illegittimità del provvedimento che blocca gli aumenti salariali dei lavoratori pubblici. In provincia di Belluno i dipendenti pubblici sono circa 6.000 (escluso il comparto scuola); 1.846 quelli interessati dalla riforma delle autonomie locali, cioè i lavoratori dei 67 Comuni, delle 10 Unioni Montane, dell’ente Provincia e della Camera di Commercio. «Dopo la giornata di mobilitazione dell’8 novembre , abbiamo atteso gli esiti dell’incontro del 17 con il Governo e il ministro Madia, sapendo che lo sciopero del sistema pubblico era già stato preannunciato. Non avendo avuto particolari garanzie, Cisl Fp ha chiesto a Cgil e Uil di accordarsi per definire la data e i dettagli, visto anche il percorso unitario portato avanti finora, ma le stesse si sono defilate». «Il blocco degli aumenti salariali in sei anni ha portato alla perdita di circa 3000-4000 euro complessivamente nelle buste paghe dei lavoratori», dice anche Angelo Costanza della Fp comparto ministeriale, «senza considerare che alcuni uffici, come quelli giudiziari, risentono della mancanza del 30% di personale; in altri siamo già al 50%. Se vogliono fare cassa, i soldi li vadano a prendere da altre voci come le esternalizzazioni o le consulenze. Basta penalizzare i dipendenti pubblici». Obiettivi dello sciopero di lunedì sono lo sblocco delle assunzioni, la stabilizzazione dei precari e un fermo no ai tagli lineari.

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 29 novembre 2014