Protesta del personale Ata: alle elementari Volta e S. Rita salta il servizio mensa. Bidelli in sciopero, panino per 200

I bidelli scioperano perché vogliono più soldi e circa cinque classi, 200 bambini, delle scuole elementari Santa Rita e Volta, dell’ottavo istituto comprensivo, devono arrangiarsi con un panino per pranzo. È accaduto ieri causa o sciopero nazionale del personale Ata proclamato il 22 febbraio da Cgil e Cobas. L’estensione dai lavori giudicati “extra” è stato proclamato per un mese, dal 22 febbraio al 22 marzo. Non tutti i collaboratori scolastici hanno aderito e finora le due scuole erano sono organizzate per non arrecare disagi ai piccoli ed alle famiglie. Ma ieri questa funambola strategia è stata piegata dai colpi dello sciopero. Il dirigente scolastico, Francesco Bagattella, aveva tempestivamente informato le famiglie proponendo ai genitori di venire a prendere i bambini del tempo lungo, portarli a casa per il pranzo e riportarli a scuola o, idea dello stesso preside, arrangiarsi con un panino: «Si tratta di uno sciopero nazionale del personale Ata sulle attività giudicate “aggiuntive”, benché svolte negli ultimi dieci anni» conferma il dirigente «tra queste alcuni servizi riferiti alle mense: prenotare i pasti, distribuire le merende a metà mattina e pulire i tavoli dopo pranzo. Finora siamo riusciti a far funzionare servizio perché solo alcuni scioperavano. Ora in due scuole ci troviamo a fronteggiare l’emergenza. Appena l’ho saputo, venerdì, ho inviato una circolare per informare dello sciopero, invitando i genitori a riprenderli i figli o arrangiarsi con il panino da mangiare in classe, con la supervisione degli insegnanti. Questa idea voleva arrecare appunto meno disagio possibile ai genitori. Per classe, mediamente 4-5 bambini sono tornati a casa, gli altri hanno optato per il panino. Temiamo il problema possa durare ancora 3-4 giorni, fino allo scadere dello sciopero. Poi le rivendicazioni dovrebbero muoversi su altri tavoli». I genitori temono che le difficoltà non finiscano qui e che la data del 21 marzo sia solo provvisoria. La maggior parte delle mamme e dei papà sembra appoggiare l’idea del dirigente Bagattella di far mangiare il panino in classe, ma qualcuno storce il naso: «È fuori norma» sottolinea Barbara Castelli, rappresentante di classe « non è possibile introdurre nella scuola cibi non confezionati per ovvie ragioni di sicurezza alimentare e sanitaria». Elvira Scigliano

IL MATTINO DI PADOVA - Martedì, 18 marzo 2014