Presidio alla Zillo per salvare 75 posti. Ieri a Monselice la protesta dei lavoratori del cementificio di Este. Minacciata mobilitazione ad oltranza...

Mercoledì 27 Marzo 2013, Padova - La protesta dei lavoratori della Cementizillo di Este si è spostata ieri mattina a Monselice, dove circa 60 dipendenti si sono riuniti in presidio davanti all'entrata della Cementeria di Monselice. Dalle 7.30 alle 9.30 i lavoratori hanno cercato di bloccare i camion diretti nello stabilimento: un'azione per chiedere maggiori garanzie sul proprio futuro lavorativo, dopo che la proprietà ha chiesto la proroga della cassa integrazione e ha ventilato la prospettiva di un congelamento della produzione. «A rischio ci sono 75 posti di lavoro. - ha spiegato Marco Benati della Fillea Cgil - Durante il presidio ci siamo accorti che molti dei camion diretti a Monselice fino a poco tempo fa erano clienti dello stabilimento di Este. È una cosa gravissima, perché dimostra la volontà della proprietà di dirottare le vendite da Este a Monselice, rafforzando lo stabilimento della città della Rocca a discapito di quello di Este». Un fatto che, se confermato, sarebbe in contrapposizione agli accordi assunti dal Gruppo Zillo verso lavoratori e sindacati. «Questa nuova azione di protesta è la risposta al silenzio dell'azienda. - continua Benati - Se non si troverà una soluzione entro breve saremo costretti a proseguire ad oltranza con la nostra protesta». Il problema più grosso potrebbe però essere determinato dalla nascita di contrasti tra i due impianti controllati dalla Zillo. A soli 13 chilometri di distanza le due cementerie sono impegnate nelle stesse identiche attività e il prosperare di una potrebbe affossare l'altra. «I lavoratori dello stabilimento di Monselice, così come quelli di Italcementi, hanno però garantito il proprio appoggio ai colleghi di Este per il presidio di sabato a Este. - spiega Rudi Perpignano della Filca Cisl - Questa situazione deve finire: la proprietà si riassuma le proprie responsabilità e delinei con chiarezza il percorso professionale dei lavoratori. Fino ad allora la nostra mobilitazione continua». Slittato intanto al 2 aprile il tavolo di lavoro inizialmente convocato per oggi dall'assessore regionale Elena Donazzan per gestire la complessa situazione dei cementifici sul territorio regionale.

IL GAZZETTINO - Mercoledì, 27 marzo 2013