Posti a rischio. Mozione in Regione «Palomar si sdoppia per licenziare»

VENEZIA Un gruppo di consiglieri regionali veneziani di vari partiti ha sottoscritto ieri una mozione «in difesa dei lavoratori del gruppo Mantovani, che in coincidenza con l'inchiesta giudiziaria sul Mose, ha deciso di sdoppiare l'azienda Palomar, costituendo una NewCo (Palomar Sistemi) che dovrebbe occuparsi della manutenzione degli impianti industriali di Porto Marghera». Preoccupati per le scarse garanzie occupazionali che offrirebbe l'operazione di sdoppiamento, Pietrangelo Pettenò (Sinistra veneta), Nereo Laroni e Carlo Alberto Tesserin (Ncd), Lucio Tiozzo (Pd), Francesco Piccolo e Giovanni Furlanetto del gruppo misto, insieme a Federico Caner capogruppo della Lega, Rolando Bortoluzzi di Unione Nordest e Santino Bozza (Misto) hanno firmato la mozione che chiede alla Giunta regionale presieduta da Luca Zaia, di «impedire la nascita della newco Palomar Sistemi, e di fare in modo che la nuova società non rappresenti il veicolo attraverso il quale licenziare 150 lavoratori, scaricando sulle maestranze il costo dello smantellamento del sistema delle dighe mobili (Mose)». Una settimana fa il commissario ha convocato una riunione con i sindacati dei lavoratori e i vertici di Palomar che hanno però confermato il loro piano industriale per la creazione del ramo d’azienda che – secondo i sindacati veneziani dei metalmeccanici – è solo il preludio al tagli odi posti di lavoro.

LA NUOVA VENEZIA - Martedì, 25 novembre 2014