Pometon, presidio continuo e nuovi scioperi. I lavoratori decisi a proseguire la mobilitazione contro i dodici licenziamenti da parte dell’azienda

Sabato 29 Novembre 2014, MARTELLAGO - La mobilitazione continua. Ieri una cinquantina di lavoratori Pometon (l’80% dei reparti produttivi) ha aderito alle due ore di sciopero con assemblea indetti da Fiom per decidere come agire dopo il mancato accordo al tavolo in Prefettura. Oltre all’azione legale avviata da Fiom contro i licenziamenti "arbitrari", impugnati da tutti i 12 licenziati, si è deciso di mantenere il presidio davanti ai cancelli e organizzare per giovedì un’altra iniziativa: 4 ore di sciopero (12-16) e volantinaggio in strada, presenti anche i delegati di altre fabbriche. Più lo sciopero nazionale del 12 con valenza interna. «Non ci fermiamo finché non rientrano tutti e 12 in fabbrica. Una battaglia non solo per loro e per i sette sospesi dal lavoro senza retribuzione ma per tutti i dipendenti, che devono restare uniti. Temiamo che non finisca qui, per il futuro dello stabilimento, con la gestione fallimentare di questo management» ha detto Giuseppe Minto, Fiom. La quale in una nota attacca la direzione aziendale «che ha rifiutato di ricorrere alla Cig quale alternativa praticabile e rigettato anche la proposta di reintegro di tutti i lavoratori dopo 18 mesi. E che da anni scarica la crisi sui lavoratori sottraendosi a un confronto su prospettiva industriale e investimenti: col ricatto degli accordi separati con Fim, ha ridotto salario, diritti dei lavoratori e occupazione, chiuso stabilimenti, delocalizzato, fino ai licenziamenti». Con stoccata finale alla Fim Cisl, «che ha sostenuto tutte queste scelte aziendali: la smetta di criticare la Fiom e si schieri finalmente dalla parte dei lavoratori». (n.der.)

IL GAZZETTINO - Sabato, 29 novembre 2014