Plavis, una dozzina di lavoratori in cassa. L’azienda avrebbe ordini ma la proprietà vorrebbe cederla a terzi. Ieri presidio dei lavoratori

MEL Situazione pesante alla Plavis Design srl di Villa di Villa a Mel che produce ceramica sanitaria di alta gamma con design di alta qualità. La dozzina di dipendenti che vi sono impiegati si trovano dal 7 gennaio scorso in cassa integrazione ordinaria con il rischio che la produzione venga trasferita altrove, in capo a terzi. Insomma, si prospetta una chiusura. E così per impedire lo smantellamento di un’impresa che a detta dei lavoratori stessi, del socio di minoranza e del sindacato gode di buona salute, ieri mattina gli operai hanno deciso, su consiglio della Femca Cisl, di dare vita ad un presidio permanente dello stabilimento, impedendone l’entrata a qualsiasi persona almeno fino a che non ci sarà stato un confronto tra parti sociali e proprietà. Attualmente l’azienda è divisa tra due soci: Marco Palazzani, di Brescia, che detiene i tre quarti delle quote e Antonio Bullo di Trichiana e fondatore della stessa azienda. «L’azienda ha ordini anche cospicui, ma non c’è la materia prima per realizzarli, inoltre i lavoratori da novembre non percepiscono più lo stipendio insieme alla busta paga. Inoltre, il socio di maggioranza ha deciso di non anticipare la cassa e così ad oggi sono cinque mesi che non vedono un euro. A questo si aggiunge che si avvicina il tempo della dichiarazione dei redditi ma ai dipendenti non è stata consegnato il Cud per poterla fare», sottolinea Nicola Brancher, segretario della Femca Cisl che aggiunge: «Abbiamo saputo, inoltre, che domenica alcuni lavoratori del socio di maggioranza che ha altre aziende in Lombardia, sono stati mandati qui a Mel per prendere alcuni macchinari, alcuni stampi, impedendo di fatto la produzione». «Non possiamo permettere che succedano episodi di questo tipo prima che sia avvenuto un colloquio con il titolare. Dobbiamo sederci a un tavolo, capire quali sono i problemi e cercare di risolverli, anche perché il socio di minoranza ha presentato pure un’offerta di acquisto dell’azienda, che però a quanto ci è dato sapere è stata respinta», conclude Brancher che ha mobilitato anche la Regione per riuscire ad ottenere al più presto un incontro di confronto. «È vero ho fatto una proposta per riacquistare l’azienda che avevo fondato quasi un decennio fa», precisa Antonio Bullo che aggiunge: «Mi spiace che siamo arrivati a questa situazione. Il problema è che non si riesce a parlare con l’altro socio, per capire cosa succede e quali siano i suoi progetti in merito alla Plavis Design srl», conclude Bullo che annuncia che sentirà anche il parere di qualche esperto per capire come muoversi. (p.d.a.)

IL CORRIERE DELLE ALPI - Martedì, 19 marzo 2013