Pistola elettrica. «Il Viminale deve dire come utilizzare il Taser»

Le reazioni dei segretari dei due sindacati più rappresentativi a Verona. Siulp e Sap: «Non vorremmo ci fosse spazio per interpretazioni nel caso in cui un collega finisse a processo per aver utilizzato l'arma»

 

VERONA - Verona resta fuori dall'elenco delle città in cui verrà sperimentato l'utilizzo del Taser, la pistola elettrica. Il decreto è stato firmato mercoledì. Il Taser sarà usato inizialmente in 11 città: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. La sperimentazione sarà affidata alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri e alla Guardia di finanza. Trenta i dispositivi da acquistare, per ora. La fase sperimentale seguirà un disciplinare che un apposito gruppo interforze sta mettendo a punto e sulla base del quale saranno formati le donne e gli uomini delle forze dell'ordine coinvolti nella prima fase di utilizzo. «Il Taser è un'arma di dissuasione non letale», ha detto il ministro Salvini, «e il suo utilizzo è un importante deterrente soprattutto per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni border line laddove una misura di deterrenza può risultare più efficace e soprattutto può ridurre i rischi per l'incolumità personale degli agenti. Credo che la pistola elettrica sia un valido supporto, come dimostra l'esperienza di molti paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera». Il Taser oltre agli Stati Uniti è in dotazione alle forze di polizia di circa 107 paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito. «Abbiamo invocato per molto tempo strumenti che possano rispondere alle esigenze della nuova criminalità dilagante, spiega Davide Battisti, segretario provinciale del Siulp. «A suo tempo avevamo espresso perplessità riguardo alle regole con cui l'operatore di polizia poteva usare questi nuovi strumenti. Mi spiego meglio», prosegue il rappresentante sindacale, «abbiamo chiesto al ministero di normare l'utilizzo del Taser. Nella nota che il ministero ha diffuso per la sperimentazione dice che le regole sono le stesse che per l'uso delle armi ed è un'assurdità perché se mi trovo nella condizione di dover usare un'arma a quel punto uso l'arma da fuoco. Noi invece abbiamo chiesto che ci sia un protocollo operativo per l'operatore di polizia che spieghi esattamente quando utilizzare il Taser. Tra l'altro ci sono prove scientifiche che dimostrano che non c'è un invasività anche nel caso in cui ci siano problemi cardiaci, visto che la pistola elettrica agisce sul sistema nervoso elettrico cioè fa crollare il muscolo diciamo così. Noi vorremmo essere certi che c'è un protocollo proprio per evitare che l'operatore che poi magari finisce davanti al giudice non debba sottostare alla discrezionalità del magistrato», conclude Battisti. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il segretario provinciale del Sap, Nicola Moscardo: «Spiace che Verona sia rimasta fuori dalla sperimentazione, forse hanno scelto Padova perchè ha anche la specialità Anticrimine e Celere. Noi chiediamo al ministero che venga data indicazione specifica sull'utilizzo del Taser, proprio per evitare problemi ai colleghi che potrebbero finire sotto inchiesta per averlo utilizzato durante un'operazione. Servono regole chiare e non interpretabili», conclude Moscardo. (Alessandra Vaccari)

L'ARENA DI VERONA - Venerdì, 06 luglio 2018