Perse 192 imprese, aumenta la Cig. La Cisl: «Vanno rilanciati l’area costiera e il terminal di Porto Tolle»

ROVIGO L’economia del Polesine continua a segnare il passo, facendo pagare ai lavoratori il prezzo più salato. Il dato emerge valutando l’aumento netto del ricorso alla cassa integrazione straordinaria, da 1.162.307 a 1.612.636 ore, raffrontando i periodi gennaio-ottobre 2013 e 2014. Segno che le crisi aziendali sono di lungo periodo e, dunque, si sono esaurite le possibilità di accesso alla Cig ordinaria, passata da 2.080.762 ore del 2013 a 1.110.047 ore attuali. Cala anche la Cig in deroga, scesa da 2.680.874 a 1.413.192 ore, la cui conclusione però coincide nella larga maggioranza dei casi con l’ingresso nelle liste di mobilità e con la perdita del posto di lavoro. Anche la Cig in deroga non è infinita: è legata ad accordi governativi specifici e non può essere erogata per più di 36 mesi nell’arco del quinquennio, con un limite quindi analogo a quello della straordinaria. In tutti i casi, l’indennità non supera l’80% dello stipendio base, riducendo dunque il potere di acquisto del lavoratore.

Tendenze confermate dai dati di mortalità delle imprese: in Polesine il dato è -192 aziende (-0,7%), con 25.647 attive a fronte delle 25.839 registrate nel 2013. Pagano soprattutto le attività artigiane, oggi 6.960 contro 7.046, e, complessivamente, si contraggono i fatturati, con minori incassi stimati in un -2,3%. Numeri che secondo Sabrina Dorio, segretaria generale Cisl per le province di Rovigo e Padova,impongono una terapia d’urto: «Urge ripensare lo sviluppo delle aree rodigine limitrofe ai nuovi svincoli della Valdastico sud , puntare sulla Nogara-mare e affrontare seriamente il futuro dell’area costiera. A partire dall’esigenza di rilanciare l’area di produzione energetica di Porto Tolle». Sfide da affrontare nel rilancio della concertazione, secondo Dorio: «La Cisl ritiene indispensabile una svolta che dia ossigeno e garanzie per lo sviluppo delle città e del loro territorio, il coordinamento tra tutti i soggetti interessati sarebbe solo il primo passo e noi siamo pronti».

Nicola Chiarini

CORRIERE DEL VENETO - Sabato, 29 novembre 2014