Pasta Zara vende Muggia. E rafforza Riese

Ieri la svolta per il salvataggio. In pole c'è la Barilla, con oltre 100 milioni. Fino al 2022 niente premi, ma salvi posti di lavoro e 14esime. Nuove assunzioni

 

RIESE PIO X - Pasta Zara conferma la vendita dello stabilimento di Muggia a un partner industriale. L'operazione, attraverso la cessione di un ramo d'azienda, è stata ufficializzata ieri nella sede trevigiana di Assindustria Veneto Centro, in un incontro durato sette ore tra i vertici i dell'azienda e i sindacati. Il presidente di Pasta Zara, Furio Bragagnolo, e l'ad Angelo Rodolfi, hanno chiesto di mantenere la privacy sul nome dell'acquirente, che non è stato reso noto. Ma con ogni probabilità è il colosso Barilla, visti anche i sopralluoghi a Muggia dell'azienda parmense. Con la vendita dello stabilimento giuliano, Pasta Zara potrebbe incassare dai 100 ai 120 milioni, per alleggerire la posizione debitoria, oggi vicina ai 240 milioni. Un'operazione che consentirebbe all'azienda, leader nell'esportazione di pasta all'estero e secondo produttore mondiale, di presentare un piano industriale di rilancio al Tribunale di Treviso, per essere giudicata favorevolmente nell'ammissione definitiva al concordato preventivo, evitando così il fallimento. La strada verso il salvataggio è ormai segnata. Bragagnolo e Rodolfi hanno inoltre rassicurato i rappresentanti dei 450 dipendenti, segretari nazionali, provinciali di Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila -Uil, e delle Rsu sul futuro assetto societario di Pasta Zara per il quartier generale di Riese e lo stabilimento di Rovato (Brescia). La famiglia Bragagnolo resterà proprietaria al 100 % di entrambe le sedi produttive, mantenendo invariata l'attuale compagine societario. Non ci sarà dunque alcun ingresso di soci finanziari tramite fondi stranieri che sembravano interessati all'affare. Non solo. «L'azienda ha rimodulato le richieste, riducendo gli sforzi richiesti ai lavoratori», spiega soddisfatto Michele Gervasutti (Uil). Rimane la richiesta di sospensione dei premi di risultati dal 2018 al 2022, l'arco del piano di rilancio, ma l'azienda ha rinunciato ai tagli delle 14esime e ai tagli retributivi nei primi giorni di assenza dei lavoratori per malattia. Tra i dati positivi, l'orizzonte occupazionale. «Saranno mantenuti i livelli occupazionali in tutti gli stabilimenti», continua Gervasutti, «e ci sarà un incremento dei lavoratori diretti a Riese». Bisognerà infatti ricorrere a nuove assunzioni per coprire i nuovi turni previsti con il passaggio al ciclo di produzione continuo a Riese. La decisione di aumentare la produttività, garantendo l'ottimale efficienza grazie ai macchinari presenti, è stata confermata dall'azienda. Sindacati e azienda hanno firmato l'ipotesi di accordo, che verrà discussa dalle assemblee dei lavoratori previste nei prossimi giorni. Un altro importante test prima della presentazione del piano al Tribunale, entro il 7 dicembre. (Maria Chiara Pellizzari)

LA TRIBUNA DI TREVISO - Mercoledì, 14 novembre 2018