Pasta Zara affidata a Rodolfi e Albani Sindacati preoccupati dagli esodi

TREVISO - Nella nuova fase che si va ad aprire per Pasta Zara, insegna alimentare di Riese Pio X, in provincia di Treviso, finita da un anno in concordato preventivo, Angelo Rodolfi è stato confermato amministratore delegato con incarico fino alla fine del 2019 mentre Mauro Albani assume la posizione di direttore generale. Questo mentre il 23 aprile scadrà il termine per la presentazione delle offerte al Tribunale di Treviso per l’acquisizione dello stabilimento di Muggia (Trieste) e si attende l’assemblea dei creditori del 24 luglio per ottenere il via libera al concordato ed avviare i progetti di rilancio della società fondata dalla famiglia Bragagnolo.

Nei giorni scorsi le organizzazioni sindacali hanno incontrato i vertici di Riese per una verifica del percorso ottenendo la conferma di un sostanziale allineamento, per il 2018, con i volumi di fatturato dell’anno precedente (240 milioni di euro) nonostante una flessione di circa il 5%. L’incognita sull’approvazione

della proposta concordataria è legata sostanzialmente alla posizione che assumeranno gli istituti di credito verso i quali la società è esposta, in particolare la Sga che ha rilevato i crediti delle due ex banche popolari venete nei confronti delle quali il debito di Pasta Zara è di oltre 33 milioni. Ed è alla Sga stessa (la quale si è esposta con un ulteriore supporto finanziario al rilancio di 25 milioni di nuova finanza), per il suo ruolo, che Rodolfi e Albani, formalmente proposti da 3X Capital, devono aver trovato il gradimento.

Ora si tratta di attendere l’esito della gara per l’acquisto di Muggia, con base d’asta 119 milioni, rispetto al quale l’unico interessamento palesato ormai da quasi un anno è quello di Barilla. Per quanto riguarda l’offerta di conciliazione ai creditori, la quota è intorno al 33%, leggermente maggiorata verso le banche. Sotto il profilo occupazionale le tensioni della scorsa estate sembrano intanto essere rientrate, tanto nella casa madre trevigiana che nella sede di Rovato, nel Bresciano. I Sindacati esprimono casomai qualche preoccupazione per una serie di esodi volontari da parte di lavoratori con professionalità di profilo medio-alto: «Chi ha avuto possibilità di reimpiego in altre aziende – è la spiegazione addotta – ha scelto di non allungare oltre l’incertezza da sopportare ancora per i prossimi tre mesi». (G.F.)

CORRIERE DEL VENETO - Martedì, 16 aprile 2019