POMETON DI MAERNE. C’è l’accordo, la Fiom non ci sta. Sindacati divisi: firma solo la Cisl che chiede la quota di servizio

MAERNE Scatterà dal primo aprile l’accordo alla Pometon di Maerne. Accordo che ha visto una divisione sindacale all’interno della fonderia, con la Fim Cisl che ha messo nero su bianco, al contrario della Fiom Cgil che non ne ha voluto sapere. La stessa Cisl ha deciso di tenere buona l’intesa con l’azienda sull’integrativo solo agli iscritti, gli altri, che volessero aderire, dovranno pagare i 200 euro annui da destinare a un fondo disponibile alle Rsu. Dunque per chi non ha il contratto, non ci saranno premi di produzione, nessuna indennità di turno, zero quattordicesima. Alcuni lavoratori si sono fatti due conti e qualcuno parla di 600 euro in meno al mese. «La Fiom Cgil», si legge in una nota sindacale della segreteria metropolitana di Venezia ,«non intende subire passivamente “l’accordo” separato che vuole contrastare perché aggrava le condizioni di lavoro e accelera il declino dello stabilimento. La Fiom si impegna ad assumere tutte le iniziative necessarie, comprese quelle legali in difesa dei lavoratori e per la ripresa occupazionale e produttiva della Pometon». La stessa Fiom Cgil fa sapere che gli avvocati si stanno già muovendo per ricorrere contro l’azienda. Insomma, all’interno della fabbrica c’è una divisione, come dimostrano le assemblee degli operai dei giorni scorsi. Lo scorso anno la Pometon aveva disdetto la contrattazione di secondo livello, con la Fiom che si era detta contraria come sulla proposta fatta sullo stesso integrativo. Così a dare il via libera è stata solo la Cisl ma chi vuole beneficiarne, deve pagare la quota di servizio. Così, dopo la settimana dopo Pasqua, partirà il nuovo accordo che, però, sarà diviso tra chi ne beneficerà e chi no. Alessandro Ragazzo

LA NUOVA VENEZIA - Venerdì, 29 marzo 2013