Ora Pedavena dà la birra alla crisi. Heineken la voleva chiudere, la friulana Castello l'ha rilanciata e torna ad assumere

Ora Pedavena dà la birra alla crisi. Heineken la voleva chiudere, la friulana Castello l'ha rilanciata e torna ad assumere
Domenica 7 Marzo 2010, Nazionale - Davide batte ancora una volta Golia. Dalle ceneri di una fabbrica chiusa il 30 settembre 2005, abbandonata dalla multinazionale olandese Heineken perché ritenuta improduttiva ed economicamente perdente, gli imprenditori del Nord Est sono riusciti ancora una volta a far uscire un miracolo.
I giorni scorsi la Castello Spa di Udine, che dal 4 aprile 2006 ha riavviato la storica Birreria di Pedavena, ha assunto ben cinque nuovi dipendenti.
Uno è una vecchia conoscenza dello stabilimento, uscito al momento del passaggio di proprietà andando a lavorare altrove ma che, stregato dal fascino del malto, è tornato nella fabbrica.
Gli altri quattro sono giovani diplomati e laureati pronti alla nuova avventura.
La birra prodotta all'ombra dei monti Pallidi piace sempre più tanto che i dirigenti della società friulano - bellunese, visto l'aumento delle vendite, hanno quindi deciso di aumentare le maestranze passando da 44 operai e tecnici a 49. Dieci in meno dell'era Heineken quando la produzione era arrivata ai picchi storici.
Assunzioni che, nel panorama della crisi economica attuale, fanno certo rumore.
Lo scorso anno dalle caldaie pedavenesi sono usciti 320 mila ettolitri che sono andati a "ruba".
Molto apprezzate sono la birra Pedavena, marchio storico del panorama birrario nazionale, e la neonata birra Dolomiti. Un prodotto realizzato industrialmente ma con le vecchie tecniche dei mastri birrai, entrato nel mercato proprio quando i "monti Pallidi" sono diventati, grazie all'Unesco, patrimonio dell'Umanità.
La Dolomiti utilizza il malto fatto con l'orzo coltivato nei campi della Valbelluna in maniera biologica. Da Pedavena escono anche birre "private label", destinate alle principali catene di supermercati nazionali, e le "bionde" del gruppo Castello.
Quello della Birreria di Pedavena è un "miracolo" economico che è stato reso possibile da una sinergia nata tra operai con il posto di lavoro appeso ad un filo, forze sindacali, dall'aiuto concreto della chiesa locale, vescovo di Belluno - Feltre in prima linea, e da tutta una comunità che ha lottato con tutte le sue forze perché uno dei simboli produttivi della provincia non venisse sepolto dalla chiusura dei cancelli.
E così dall'annuncio choc del 22 settembre 2004, quando l'Heineken ha sentenziato lo stop della produzione a Pedavena, le iniziative pro stabilimento si sono susseguite a ruota libera. Appelli, sottoscrizioni che hanno superato le 40 mila firme arrivate da ogni parte del mondo, artisti che hanno offerto la loro opera dipingendo centinaia di quadri per la causa, sindacati e forze politiche in campo per salvare un simbolo. Una fabbrica storica che, visti i risultati e il ricorso alle nuove assunzioni, aveva buone potenzialità forse "sconosciute" ad una multinazionale come l'Heineken.
Tra i progetti della Castello spa che anni fa ha rilevato la fabbrica udinese ex Moretti (Gruppo Heineken), ci sono ulteriori potenziamenti come la maltatura in loco che prevedono ulteriori assunzioni.
Alessandro Tibolla

IL GAZZETTINO - Lunedì, 01 marzo 2010