Nuovi guai per gli autobus «Ma arrivano gli elettrici»

Un autosnodato in servizio con uno sportello aperto. Gli autisti: «Pneumatici lisci». Il vicesindaco Lorenzoni assicura: «L'azienda ha un buon piano di investimenti»

 

PADOVA - L'altro ieri un autobus a fuoco per una perdita d'olio, ieri un altro mezzo (la vettura 516, un autosnodato di 18 metri) con lo sportello del radiatore rotto e aperto sulla fiancata destra, che sventolava nel traffico, rischiando di decapitare ciclisti o scooteristi. Ogni giorno, poi, ci sono decine di mezzi in strada con le ruote lisce e con problemi più o meno seri di meccanica. È un anno e mezzo che i sindacati denunciano la carenza di manutenzioni, privatizzate un pezzo per volta da Busitalia ma soprattutto ridotte al minimo in nome del risparmio. E ora il Comune, azionista dell'azienda al 45 per cento, promette di farsi portavoce delle domande che ieri accomunavano più o meno tutti i padovani: su questi autobus è sicuro viaggiare? E sono questi i mezzi che tra dieci giorni porteranno i ragazzi a scuola? Il vice sindaco Lorenzoni ha visto il piano di investimenti dell'azienda e lo definisce «portentoso», come per calmare le acque. «Saremo tra le prime città in Italia ad avere gli autobus totalmente elettrici», assicura. «Ne arriveranno undici. E in previsione c'è un buon rinnovamento del parco mezzi. Dunque non siamo preoccupati». L'ottimismo del vice sindaco (e assessore alla Mobilità), però, fa a pugni con la storia recente dell'azienda, che in primavera ha comprato autobus a gasolio dalla succursale di Firenze e che giusto poche settimane fa ha "importato" altri mezzi, con più di 500 mila chilometri alle spalle, dalla Spagna, anche questi a gasolio. «Ma credo che non si andrà avanti così», rassicura Lorenzoni, facendo intendere che il Comune insisterà per avere in strada bus elettrici e a metano. A questo proposito sono invece i sindacati Cobas a ricordare che «con soldi dei cittadini era stato costruito un distributore di metano nel deposito dell'azienda di trasporto pubblico» e che «in considerazione di quell'investimento oggi ha ancora meno senso comprare mezzi a gasolio». Ma in questi giorni l'alimentazione dei mezzi diventa perfino un tema di secondo piano di fronte alle spie rosse dell'allarma sicurezza. Ieri mattina diversi autisti, sull'onda della preoccupazione per l'incidente di mercoledì, hanno fotografato le ruote dei "loro" mezzi per dimostrare come, a distanza di mesi dalle prime denunce, gli pneumatici non sono stati sostituiti e molti autobus vanno in giro con ruote consumate. «C'è una caccia al risparmio ormai esasperata», commenta il portavoce dei sindacati Cobas Stefano Pieretti. «Ma il risultato è che per qualche decina di migliaia di euro si mandano in giro mezzi pericolosi. È un anno e mezzo che battiamo su questo punto, le manutenzioni sono insufficienti ed è da qui che bisogna ripartire per migliorare il servizio e per tutelare chi lavora e chi viaggia sui nostri autobus». L'officina di Busitalia, un pezzo per volta, è stata smantellata e i meccanici dell'azienda - quelli che non sono stati messi al volante - ormai hanno solo compiti di controllo dei liquidi. Mansioni marginali rispetto alle manutenzioni vere che si fanno a Curtarolo. Ed è lì, nel deposito della ditta appaltatrice, che ieri è stato portato l'autobus distrutto dalle fiamme. Il mezzo è irrecuperabile, l'incendio lo ha ridotto a un rottame. Oggi intanto il sindaco Giordani, il vice Lorenzoni e l'ad di Busitalia Viola illustreranno le prossime novità del trasporto, a cominciare dal Diretto Piazze in rampa di lancio. (Cristiano Cadoni)

IL MATTINO DI PADOVA - Venerdì, 25 agosto 2017