Mobilità, le risposte entro Natale. Le Rsu della cartiera Reno De Medici difendono gli accordi sui licenziamenti

SANTA GIUSTINA Sono poco più di quaranta gli esuberi che da qui al prossimo marzo usciranno dal ciclo produttivo della cartiera Reno De Medici. Lavoratori che entro il 20 dicembre potranno, su base volontaria, aderire all’offerta di prepensionamento messa sul piatto dall’azienda che prevede 300 euro in più al mese rispetto a quanto stabilito dalla mobilità (36 mesi per gli over 50 anni) cui vanno aggiunti 200 euro una tantum da moltplicare per gli anni trascorsi a lavorare in azienda. Solo a fine anno dunque, si saprà il numero di quanti hanno accettato l’accordo. Le Rsu composte dai nove rappresentanti di Fistel Cisl e Slc Cgil sono due anni che hanno messo le carte in tavola legate al piano di riorganizzazione industriale attuato da Reno De Medici allo stabilimento di Santa Giustina. Tomas Argenta, Gianvittore Bettega e Roberto Strazzabosco esprimono disappunto per le accuse rivolte da alcuni colleghi che solo adesso contestano il piano: «Meglio sarebbe stato che chi aveva qualcosa da lamentarsi lo avesse fatto durante le numerose assemblee organizzate sul tema, dove invece la partecipazione è stata piuttosto scarsa. Tutte le Rsu si sono mosse d’accordo con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e infatti, finora, nessuno è stato abbandonato o messo sulla strada». I tre rappresentanti sindacali ribadiscono come sta la situazione: «Si sapeva da due anni che l’investimento di circa 20 milioni di euro sullo stabilimento di Santa Giustina avrebbe generato degli esuberi. D’altra parte il rischio era quello di fare la fine di Ciriè e Marzabotto dove Reno De Medici ha chiuso le fabbriche. Riteniamo che l’accordo per il prepensionamento in base alla legge Fornero sia un compromesso accettabile, ma abbiamo respinto la proposta che ci era stata fatta a Roma affinché tutti i lavoratori vicini all’età pensionabile fossero inseriti nell’operazione lasciando alla scelta di ciascuno se aderire o meno. Quando terminerà questa fase di cassa integrazione straordinaria, vedremo chi ha accettato e come gestire gli esuberi. Abbiamo sempre agito in maniera limpida e finora nessuno aveva avuto da ridire».(r.c.)

IL CORRIERE DELLE ALPI - Sabato, 29 novembre 2014