Mense e prove invalsi. Protesta dei genitori «Troppi scioperi»

VENEZIA - «Scioperare è un diritto, ma chiediamo rispetto anche noi che siamo utenti di un servizio pubblico». Una settimana fa, diversi genitori delle scuole materne ed elementari hanno scritto all’amministrazione comunale chiedendo che, quando possibile, si eviti di chiudere la scuola in caso di sciopero. A oggi nessuno ha ancora ricevuto una risposta. Lo scorso 6 maggio c’è stato lo sciopero nazionale di alcuni settori, incluso le mense, e la scuola ha chiuso prima di pranzo: «Perché?» hanno chiesto i genitori «Non potevano i bambini tornare a casa per mangiare o portarsi un panino e poi rientrare in classe? Questi scioperi pesano sulle famiglie che devono pagare le babysitter». In effetti questo mese sarà uno sciopero continuo: si è iniziato lo scorso 4 e 5 maggio per protestare contro le prove Invalsi nelle elementari, poi il 6 c’è stato quello nazionale che ha coinvolto le mense e il 9 assemblea sindacale tutto il giorno. I prossimi saranno quello nazionale di domani, promosso da Cobas e Gilda Scuola, contro la Buona Scuola, le prove Invalsi alle superiori, i superpoteri del preside e il bonus ai docenti. Si prosegue venerdì con lo sciopero indetto da Usb Pubblico Impiego che riguarda gli insegnanti dei servizi dell’infanzia dell’amministrazione comunale, per finire il 20 con lo sciopero nazionale indetto da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal. «Ci dispiace per il disagio» ha detto Stefano Micheletto, portavoce Cobas Venezia «ma stanno distruggendo la scuola e noi dobbiamo farci sentire. La reazione da parte degli studenti e dei lavoratori deve farsi sentire in maniera forte perché la Legge 107 (la Buona Scuola) sta creando una scuola azienda, basti pensare alla facoltà che hanno i privati di finanziare le scuole a loro piacimento». I genitori non contestano i motivi legittimi di chi sciopera, ma chiedono che vengano ricercate soluzioni quando è possibile evitare che i bambini stiano a casa. «Speriamo che il Comune ci risponda» prosegue una mamma a nome di tante altre «perché siamo utenti di un servizio pubblico e ci aspettiamo che le nostre domande vengano ascoltate». Domani, in occasione dello sciopero incentrato soprattutto contro le prove Invalsi delle superiori, gli alunni del Coordinamento studenti medi faranno un’iniziativa a Forte Marghera. (v.m.)

LA NUOVA VENEZIA - Mercoledì, 11 maggio 2016