Lavoro accelerato e robot Sciopero all'Electrolux

Ieri un'ora di astensione alla fine dei turni: «No allo sfruttamento degli operai». Paola Morandin (Fiom Cgil): «L'azienda ha ignorato le nostre sollecitazioni»

 

SUSEGANA - Arriva lo 'sciopero di avvertimento'. L'hanno applicato per la prima volta all'Electrolux di Susegana e si è svolto ieri; un'ora di astensione al termine del turno giornaliero e degli altri due, di mattina e di pomeriggio. I lavoratori, in sostanza, sono usciti un'ora prima, per contestare l'aumento dei ritmi quando la linea produttiva deve recuperare. La partecipazione - riferiscono i delegasti sindacali - è stata quasi plebiscitaria. «Si tratta di una protesta - spiega Paola Morandin della Fiom Cgil - prevista dalle norme contrattuali e che viene attuata, peraltro, molto raramente. Da noi, appunto, è la prima volta. L'obiettivo è avvertire l'azienda che i lavoratori si stanno per arrabbiare». LE LINEE "ACCELERATE". E il motivo di questa arrabbiatura, nella fattispecie, è semplice. Gli operai in linea lavorano 82-83 pezzi l'ora, ciascun frigo transita in postazione ogni 43 secondi. Capita che qualche pezzo salti o che ci siano dei ritardi, l'azienda, pertanto, modifica le 'cadute', cioè accelera di qualche secondo la catena. Non lo fa con sistematicità, ma quando si presenta la stretta necessità; troppe volte, però, secondo le tute blu. «L'Electrolux, come qualsiasi altra impresa, questo non lo può fare, perché deve rispettare i contratti» sostengono i delegati delle tre organizzazioni sindacali. «Le varie sollecitazioni ad evitare queste alterazioni sono state ignorate. Queste - sottolineano ancora i delegati - sono violazioni degli accordi e delle norme sulla salute e la sicurezza». Sorpreso, il sindacato, per l'alta adesione. È da tempo, infatti, che all'Electrolux non si sciopera con queste modalità. L'AUTOMAZIONE. Che il sindacato sia preoccupato per l'arrivo dell'automazione spinta e anche questo aspetto sia collegabile allo sciopero di ieri lo si legge sulla pagina sindacale di Skatenati Electrolux: «In attesa di meraviglie della scienza, oggi sciopero di avvertimento. No allo sfruttamento». Continua, intanto, lo svuotamento del magazzino; i prodotti per l'Italia vengono trasferiti alla base logistica di Piacenza. «I primi prototipi dei futuri frigoriferi - struttura Genesis -, stanno per essere prodotti nei laboratori. Sono prodromi su cui perfezionare via via, il "robotfrigo" pensato e costruito su misura per l'automazione del futuro, di quarta generazione - spiega Augustin Breda, altro delegato - La avveniristica fabbrica, ancora sulla carta, comincerà ad essere installata nella seconda metà del 2019 e dovrebbe essere pronta per la fase di preavvio a inizio 2020».

LA TRIBUNA DI TREVISO - Sabato, 09 febbraio 2019