La vertenza. «Bingo, lavoro a rischio assumeteci al Casinò». I dipendenti della sala di via Pepe temono di restare a casa dopo la limitazione del...

VENEZIA - «Abbiamo tutti famiglia, figli, molti un mutuo o un affitto da pagare. Se dal 16 luglio restiamo senza lavoro a causa dell'ordinanza che limita l'orario dell'utilizzo delle slot andremo a chiedere al sindaco che ci faccia assumere dal Casinò». La testimonianza è quella di una delle 50 dipendenti della sala Bingo Venezia di via Pepe in piazza Barche. Lei come tutti gli altri colleghi, assunti con il contratto del turismo, temono di perdere il posto di lavoro. Non si tratta di una crisi aziendale, anzi, il datore di lavoro è dalla loro parte. «L'ordinanza che scatterà dal 16 luglio obbligherà il proprietario a rivedere i suoi programmi di investimento ed imprenditoriali e capiamo benissimo che se dovrà licenziarci non sarà per sua volontà. Ora, noi chiediamo aiuto perché rischiamo veramente di ritrovarci in mezzo alla strada, con pochi giorni di preavviso, senza una alternativa o un sostegno». I lavoratori del Bingo Venezia, assieme anche alla direzione dell'azienda, hanno provato a cercare un sostegno nei sindacati. Tra loro e la Cisl c'è stato, per ora solo uno scambio di e-mail e un appuntamento saltato per motivi personali e organizzativi.

«La posizione di questi lavoratori purtroppo è difficile da affrontare a livello sindacale - spiega Andrea Stevanin della Fisascat Cisl - Non siamo di fronte ad una crisi aziendale in cui può essere richiesto l'accesso agli ammortizzatori sociali o serva una mediazione con la proprietà per rivedere orari e salari. Qui siamo di fronte ad un'ordinanza comunale sulla quale non abbiamo alcuna voce in capitolo».

I dipendenti del Bingo Venezia si sono dichiarati disposti anche ad iscriversi al sindacato per avere una rappresentanza e una tutela. Ma temono che ci sia anche dell'altro. «È vero, non siamo iscritti, ma crediamo di avere gli stessi diritti dei dipendenti del Casinò che, però, come ben sappiamo è un'azienda pubblica, dove è il Comune che comanda. Quello che non vorremmo è che questa ordinanza non sia stata fatta proprio in favore della casa di gioco nella quale non vigeranno limitazioni di orario come in altre strutture come la nostra. Al sindaco diciamo: se vuole veniamo a lavorare per lei».

Tra il primo cittadino e il suo ufficio di gabinetto e la proprietà, pare, comunque, ci sia stato qualche contatto. Ora resta da capire se esiste una strada per un dialogo e una soluzione. O se, il titolare del Bingo Venezia, Josè Ramirez, spagnolo di Alicante, a Mestre dal 2002 con la sua attività, prenderà una strada diversa, la più dolorosa.

IL GAZZETTINO - Domenica, 03 luglio 2016